
PENSARE AL “COSA” POI AL “COME”. PARTE #2. IL PARADOSSO DEL TONNO
Bentornati amici startupper. Entriamo subito nel merito del come. Per farlo useremo

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I progettesti e docenti del Master IPSOA “Startup Specialist”

Come si dà un valore a una startup che non ha ancora metriche significative? Berkus, Scorecard e Risk Factor Summation sembrano metodi morbidi, e invece costringono a mettere per iscritto ogni giudizio. Li vediamo uno per uno, con un esempio di calcolo su una SaaS B2B e l’errore più comune: la mediana di partenza inventata.

Prima di entrare nei metodi, due avvertenze che i tempi rendono necessarie. La prima riguarda una scorciatoia sempre più diffusa: chiedere a un’intelligenza artificiale, così com’è, “quanto vale la mia startup”. Un valore arriverà sempre — i modelli non si rifiutano di rispondere — ma quella risposta non è attendibile per definizione: è generata senza accesso ai dati reali dell’impresa, senza metriche di competenza dichiarate, senza un metodo certificato e ripercorribile, e soprattutto senza nessuno che ne risponda. Il punto non è la tecnologia in sé: gli strumenti di AI, usati dentro un metodo e su dati verificati, accelerano il lavoro valutativo. È la valutazione “a freddo” — un prompt, un numero — a non avere alcuna consistenza: al primo “come ci sei arrivato?” dell’investitore, crolla.

Di cosa si parla L’equity che verrà. I tre momenti che decidono tutto: assegnazione, rapporto,
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