
(Ancora), sul requisito di base delle start up innovative
Sembra incredibile e paradossale che a distanza di quasi 5 anni dell’entrata

Sembra incredibile e paradossale che a distanza di quasi 5 anni dell’entrata
I progettesti e docenti del Master IPSOA “Startup Specialist”

Dietro ogni domanda di agevolazione respinta vi è quasi sempre una storia che si ripete,

Una delle decisioni più sottovalutate, e tuttavia più determinanti, nel percorso di accesso allafinanza agevolata

L’equity ha un pregio che le altre fonti non hanno: non genera debito e non va rimborsato. Chi entra nel capitale condivide il rischio d’impresa, non pretende una rata. Ma questo pregio ha un prezzo, ed è il più alto di tutti se l’impresa ha successo: chi investe acquisisce quote, quindi una parte dei profitti e del valore futuro, e diventa un socio con cui condividere le decisioni. In più, l’ingresso di un investitore fissa una valutazione: mette un prezzo sull’impresa in un momento in cui, spesso, sarebbe più conveniente aspettare. Per questo l’equity non è la fonte “gratuita” che a volte si immagina: è la più costosa proprio quando le cose vanno bene. Ha senso quando serve il salto — la crescita che il debito, con il suo obbligo di rimborso, non potrebbe sostenere — e quando l’impresa ha una storia da raccontare che giustifica una valutazione. Sugli assi che seguiamo dall’articolo scorso: accesso selettivo, tempi lunghi, e sul rischio/opportunità nessun rimborso ma diluizione permanente
Compila il form e iscriviti al caffè del mercoledì