L’Expo ed il post Expo. Gli eventi del Food&Wine. Le trasmissioni di cucina. Il nostro modo di vivere ha preso decisamente una svolta “foodie” così come il turismo n Italia.

Partire è scoprire, non solo e non più monumenti e panorami.  Anche cibi, ristoranti e mercati locali. Il turismo ha preso decisamente una svolta “foodie“. Sempre di più quando partiamo ci lasciamo incuriosire da bontà enogastronomie locali, e scegliamo la meta di vacanza sempre di più, in base a quello che prevediamo ci offrirà dal punto di vista enogastronomico. Il cibo è vissuto, a livello internazionale, come cultura ed esperienza da condividere, attraverso la quale entrare in contatto con un luogo, in un modo più desiderabile e immediato di attività tradizionali, legate al patrimonio artistico e storico per esempio.
Sfogliando i dati rivelati dal più importante studio internazionale sul Turismo enogastronomico, la ricerca internazionale Food Travel Monitor 2016 di WTFA (World Food Travel Association, organizzazione non-profit non governativa che ha come missione creare opportunità di sviluppo economico per le industrie food, beverage, travel, hospitality, worldfoodtravel.org) per scoprire tendenze e nuovi profili dei nuovi turisti enogastronimici

Lo studio rivela  importantidinamiche di mercato e indica come le attività turistiche legate a vino e cibo condizionano la scelta di una destinazione, sono fonte di soddisfazione o delusione, favoriscono l’acquisto di generi alimentari tipici di un luogo una volta tornati al Paese d’origine. Si tratta, è ovvio, di informazioni molto rilevanti per la nostra nazione che su turismo, vino e cibo, oltre ad arte e cultura, deve basare il rilancio dello sviluppo economico e sociale soprattutto perché il fenomeno andrà a rafforzarsi nei prossimi anni perché i giovani Millenials, e i turisti di paesi come Cina e India, saranno particolarmente interessati all’elemento cibo e saranno i grandi viaggiatori di domani. Il turista enogastronomico ha inoltre una propensione alla spesa più alta: per la spesa in food&wine durante il viaggio, perché tende a partecipare ad altre attività quando viaggia, perché acquista prodotti tipici da riportare a casa dopo il viaggio. Inoltre condivide maggiormente le proprie esperienze di viaggio sui social media, ed è probabile che a casa propria acquisti i prodotti che ha assaggiato nel corso della sua vacanza.

Quali sono le novità rispetto agli studi precedenti?
Il 49% dei Turisti internazionali dichiarano di essere mossi da una motivazione enogastronomica: non più, e non solo, un ‘Turismo di luoghi’, ma soprattutto un ‘Turismo di esperienze’, e quella culinaria (cibo, vino e sempre più birra) sopravanza di fatto la motivazione culturale. Se la precedente definizione di Turista Enogastronomico prendeva in considerazione soltanto l’attività legata al Food e al Beverage, il Monitor 2016 aggiunge la componente motivazionale che muove verso una scelta di luogo rispetto ad un altro. Significativo è il crescere dell’interesse in Italia per lo Street Food, attività sostenuta dal turismo enogastronomico attraverso i sempre più numerosi Foodtruck Festival in giro per l’Italia. Analogamente in crescita sono le visite ad aziende e mercati agricoli, sinonimo di un’attenzione sempre maggiore verso la provenienza e la qualità del cibo.

Come può essere esattamente definito un ‘Food Traveller’?
Nel WTFA i turisti amanti di cibo e bevande dei Paesi analizzati (Australia, Cina, Francia, Germania, India, Irlanda, Messico, Spagna, Italia, UK, USA) sono stati aggregati a formare i Profili PsicoCulinari del Turista Enogastronomico Internazionale. Ecco le attività che lo contraddistinguono: Andare in un ristorante per un’esperienza indimenticabile, Mangiare / bere in un ristorante/bar famoso o di riferimento, Mangiare Street food” presso un food truck/bancarella, Mangiare in un raffinato ristorante gourmet, Partecipare a corsi di cucina, Partecipare a un tour enogastronomico, Partecipare a un food festival, Visitare fattorie o frutteti, Visitare mercati o fiere agricole, Partecipare ad una festa della birra, Partecipare ad una festa del vino, Fare un tour di cantine con degustazione di vino, Fare un tour di fabbriche di birra con degustazione, Fare un tour di distillerie con degustazione di alcoolici.

I prossimi trend
Fra i trend futuri il coniugare turismo food e sostenibilità ambientale, un aspetto che è diventato importante per richiamare l’attenzione dei turisti e quindi applicabile a livello strategico da parte dei ristoratori.
Inoltre un altro elemento che sta emergendo è quello del social eating, inteso come condivisione, anche fra sconosciuti, dell’esperienza culinaria e dell’ospitalità.

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Nicola Vernaglione