Q&A CREAZIONEIMPRESA. I FOCUS DELLA SETTIMANA – parte 1/2

Q&A CreazioneImpesa è la rubrica di approfondimento dedicata ai temi che riguardano le startup e mPMI in genere. Oggi dedichiamo la rubrica ai thread della settimana ovvero le risposte a quesiti e dubbi e le richieste di pareri che ci sono pervenuti attraverso al piattaforma startup geeks

Argomento  1. Utilizzo del work for equity

Quesito

“Ciao a tutti,
volevo avere un opinione da parte di chi ha avuto esperienza nel “work-for-equity”. Riassumo brevemente la situazione:
– MVP testato con feedback positivi;
– startup ancora non creata legalmente;
– società di informatica interessata a entrare come socio;
– loro svilupperebbero una prima versione dell’app.
Prossimamente avremo un incontro per discutere delle quote. In base alla vostra esperienza e alla fase in cui siamo, come possiamo porci nei loro confronti?”

Risposta

Ciao XXXX, innanzitutto occorre fare chiarezza sulla differenza tra Piani di Incentivazione e Work for equity   che spesso ed erroneamente vengono utilizzati come sinonimi.

Un  piano di incentivazione non corrisponde al work for equity (in effetti c’è un po di confusione in merito), in quanto il primo (piano di incentivazione) ha la necessità di una procedura molto formale e può essere rivolto (con relativo aumento di capitale “in vesting”; eventuali clausole bad e good leaver, ecc.) solo a dipendenti e collaboratori assimilabili a dipendenti, della società e, (lo ricordiamo per chi immagina diversamente) solo in aggiunta al compenso definito da un CCNL (contratto di lavoro). Il work for equity è cosa ben diversa, in quanto può presupporre l’assegnazione di quote anche a fornitori esterni (ma anche a soci della società a condizioni ben precise). Infatti, in questo secondo caso, oltre che con fornitori esterni (spesso in forma mista) noi  (ndr riferito al network creazioneimpresa) lo usiamo spesso per valorizzare l’apporto lavorativo dei soci trasformandolo in aumento di capitale senza la necessità di una perizia. Nel caso specifico si arriverebbe al work for equity per il fornitore attraverso una “filiera giuridica” certa, ovvero: assegnazione d’incarico formale e con data certa; definizione ex ante del contenuto della prestazione; definizione del contenuto economico; controllo e monitoraggio della prestazione con report settimanali; definizione ex ante della modalità di pagamento (inserendo l”opzione del work for equity, con relativo equity convertion rate e infine conversione di equity con relativo aumento di capitale. Si riportano i brevi vademecum in due articoli

Argomento 2 – Costituzione

Quesito

“Buongiorno,
ad oggi la mia startup, non è ancora costituita legalmente (siamo solo io e la mia ragazza che nel tempo libero stiamo lavorando a questo progetto). Diciamo che oggi siamo ancora in fase di validazione dell’idea. Mi chiedevo se ci fosse un momento o delle condizioni ideali per la costituzione della startup.  Meglio aspettare di aver raccolto un certo numero di contatti di potenziali clienti o una volta che si riesce a validare l’idea, si deve costituire legalmente la startup anche se non si fattura ancora?”

Risposta

Ciao XXX, non esiste un momento standard per costituire ma una visione strategica del progetto imprenditoriale. Mi spiego meglio. Se la costituzione è necessaria a raccogliere capitali lo faccio e lo faccio bene ovvero con un capitale serio (intendo non a 1 euro). Al momento vi consiglio di lavorare sul progetto affinché diventi attraente per un primo round di F&F  di soci apportatori di capitali e di competenze anche valutando il work for equity. Rispetto alla costituzione on line ci sono da considerare alcuni aspetti critici relativi alla fattispecie che possano perdersi i requisiti di startup innovativa (che a nostro parere vista la portata andrebbero pubblicizzati ed evidenziati nel form della procedura di costituzione on line) oltre ovviamente alla questione dei tempi in alcuni casi possono ampiamente superare i due mesi, e considerando, infine che lo statuto non è una semplice formalità burocratica e che il costo non è una variabile di scelta. Lo statuto è la volontà dei soci (attuali e futuri) e deve essere aderente alle intenzioni soprattutto di gestione e governance piuttosto che ad un formulario con clausole predefinite.

(segue nel prossimo post)

 

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