Le Startup nel post COVID. La nostra indagine

Il 4 agosto abbiamo lanciato la nostra indagine per conoscere lo stato di salute delle startup italiane nel post Covid.

Un’indagine che ha coinvolto un campione di 375 startup selezionate con campione casuale su tutto il territorio italiano e con almeno 3 anni di attività.

La nostra indagine non si aggiunge o sostituisce a quelle (autorevoli) già pubblicate da altri attori dell’ecosistema, Università, Centri Ricerca e testate giornalistiche, ma vuole solo offrire un ulteriore punto di vista.

Una attività dovuta, verso la nostra utenza, sia perché appartenenti in modo attivo all’ecosistema startup e PMI sia perché Società Benefit.

Un approfondimento, magari utile, a fornire spunti decisionali in tema di innovazione normativa e maggior supporto all’ecosistema italiano delle startup.

La versione video dell’articolo non è stata prodotta a causa di un grave lutto.
I Risultati

Complessivamente le risposte (valide) ottenute rappresentano circa il 30% del campione selezionato. Quali sono i principali elementi che sono emersi dall’Indagine svolta da CREAZIONEIMPRESA sulle Startup nell’era Covid?[1]

Anagrafica

Abbiamo chiesto l’anno di fondazione, la sede operativa e l’ambito geografico di operatività

Le startup che hanno partecipato all’indagine sono nate prevalentemente tra il 2018 e il 2019 (88%), la gran parte (31%) ha sede in Lombardia – che risulta essere anche la zona più colpita dalla pandemia – molte di esse operano nel settore servizi alle imprese (23%), formazione (14%) ed e-commerce (9%) e il 12% di esse ha una exposure internazionale.

In che settore opera l’azienda


Dove opera (mercato prevalente)

Il livello di ricavi

Per comprendere l’impatto COVID abbiamo chiesto i ricavi prodotti a fine 2019.

Qual è stato il fatturato a fine del 2019?

Sostanzialmente, e indipendentemente dalla crisi COVID, si evidenzia una sostanziale fatica alla crescita rapida delle startup italiane. Infatti, come evidenziato in anagrafica gran parte delle risposte proviene da imprese che anno al massimo due anni di vita e meno del 10% ha ricavi significativi. Questo è uno degli elementi di riflessione rispetto a quanto sia ancora possibile e necessario lavorare per mettere migliori condizioni per l’accesso ai capitali. Meno burocrazia, maggiori automatismi, maggiore liberalizzazione.

La struttura Organizzativa

Ancora una volta per misurare l’impatto COVID sugli organici abbiamo chiesto quale fosse la composizione degli organici a fine 2019

Da quante persone era composto l’organico dell’azienda a fine 2019? (Inclusi i soci fondatori)

Inoltre, per comprendere quanto l’impatto COVID abbia inciso sulla ricerca e lo sviluppo abbiamo chiesto un dettaglio ulteriore rispetto agli organici PRE COVID

Quante di queste lavorano in R&D?

Misurazione impatto COVID

Con successive domande abbiamo infine voluto misurare l’impatto COVID su fatturati e organici

Ad oggi, e rispetto allo stesso periodo del 2019 di quanto pensate si sia ridotto il fatturato?

E questo è un dato che merita un commento, più che altro di sistema.

Sostanzialmente per circa il 25% degli intervistati il COVID non ha avuto alcun impatto sul fatturato. Ma l’elemento importate sul quale riflettere risiede in quel 30% complessivo che ha visto crescere i propri ricavi (come è accaduto a molte startup digitali, ad esempio). È innegabile che in molti settori digitali ed innovativi la pandemia abbia addirittura rappresentato un elemento favorevole; pensiamo al boom dei siti per riunioni ed incontri on-line, a quello degli ordini on-line con delivery, al settore farmaceutico ecc…

La crisi COVID-19 ha comportato una riduzione dell’organico?

Anche il dato sugli organici ha del sensazionale. In controtendenza rispetto al “sistema impresa” italiano sul quale si è concentrata l’attenzione dei media, le startup hanno dimostrato una tenuta eccezionale anche in relazione all’aumento degli organici, il che conferma un dato che già conoscevamo, e cioè che le startup hanno un impatto positivo sull’occupazione dell’intero sistema economico, nonostante non siano previste particolari agevolazioni sul fronte del costo del lavoro.

Sempre in tema di misurazione degli effetti abbiamo infine verificato quale fosse stato l’impatto sulla domanda

La crisi COVID-19 per il vostro mercato ha comportato

Anche quest’ultimo dato offre spunti interessanti soprattutto riguardo al quel 35% complessivo di startup che hanno visto incrementare la domanda.

Previsioni e tendenze

Nelle domande successive abbiamo in qualche modo voluto misurare l’impatto COVID sulle previsioni ma anche sulle nuove modalità di organizzazione del lavoro

Nell’immediato e comunque entro il 2020 pensate di aumentare l’attuale organico?

Ancora una volta un dato importante sul quale occorre riflettere soprattutto in questi giorni cruciali nei quali si decideranno le sorti dei finanziamenti Europei e sulla loro destinazione. La capacità di tenuta e crescita delle startup in un periodo di crisi così pesante per tutto il sistema Italia merita un capitolo a sé.

Durante il lock down avete fatto ricorso allo smart working?

Il dato si commenta da se soprattutto il quel 78% che già proveniva da sistemi di organizzazione del lavoro “smart”. Dato ulteriormente confermato dal grafico successivo.

Avete intenzione di mantenere o di adottare lo smart working?

Finanza e Conto economico

In chiusura di indagine abbiamo voluto misurare la capacità delle startup di accedere a finanziamenti dedicati (COVID)

Avete fatto ricorso a uno dei finanziamenti previsti per la crisi COVID-19?

e poi quale fosse la struttura del conto economico con una importante evidenza rispetto ai costi di R&S

Quali tra questi costi incide maggiormente sul Conto Economico?

Post-Covid

Cosa è cambiato? Alcuni risvolti positivi dati dal Covid sono:

  • Abitudini di consumo e selezione più attenta. I consumatori lavorando da casa e avendo più tempo a disposizione selezionano con cura gli acquisti e utilizzano il web.
  • Digitalizzazione delle riunioni”, meno tempo in meeting di presenza è un dato che fa riflettere e viene apprezzato da tutti gli imprenditori.
  • Formazione: più del 40% ha dichiarato di aver studiato di più rispetto ai mesi precedenti, partecipando a webinar e corsi online.
  • Smart-working: sono 570mila gli smart worker in Italia, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano e il 12% coinvolge le PMI.

L’emergenza Covid-19 ha messo in luce la centralità del digitale ed è ormai evidente quanto gli investimenti in integrazione siano diffusi nelle piccole e grandi imprese. Cruciali saranno per le imprese gli aspetti della scalabilità e della innovazione oltre che la capacità di reagire efficacemente all’evoluzione del mercato.

Prospettive e suggerimenti

Altrettanto cruciali saranno le scelte di destinazione del recovery fund. Quest’indagine ha messo in chiaro la capacità di tenuta delle startup e l’importanza della digitalizzazione della R&S e dell’innovazione in genere.

Sarà il caso di creare un capitolo dedicato alle startup. Non chiediamo molto, due cose semplici:

Regime fiscale dedicato (tax free per almeno i primi tre anni di vita)

Regime lavorativo dedicato (decontribuzione, agevolazioni al lavoro, cuneo fiscale azzerato, ecc.)

[1] Metodologia: l’analisi svolta non si sostituisce a quella degli Istituti di Ricerca. Il campione di imprese fa parte del network di CreazioneImpresa e l’obiettivo è quello di attivare una forma di riflessione e dialogo.

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