Detrazioni startup e PIR Alternativi

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Detrazioni Startup e PIR Alternativi. In queste settimane si sta molto discutendo dei PIR Alternativi come una ulteriore occasione ed agevolazione per chi investe in Startup anche e soprattutto attraverso Piattaforme di Equity Crowdfunding. Ecco il nostro approfondimento.

Detrazioni Startup e PIR Alternativi
I PIR

I PIR (Piani di Investimento a lungo termine) sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio per il 2017 (“L. n. 232/2016”) con la ratio di canalizzare il risparmio delle famiglie verso le imprese residenti in Italia, garantendo alle stesse l’accesso a forme di finanziamento alternative al circuito bancario. Quindi prima di passare ad analizzare i PIR Alternativi ricordiamo brevemente che si tratta di un “contenitore” ove vengono collocati strumenti finanziari per un determinato periodo di tempo (minimo) e per i quali, a dette e determinate condizioni è previsto un incentivo fiscale.

Detrazioni Startup e PIR Alternativi
Le novità del Decreto Rilancio

Tra le previsioni contenute nel D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio) troviamo il potenziamento dei PIR: con l’introduzione dei c.d. “PIR Alternativi”. I nuovi PIR Alternativi sono complementari ai PIR tradizionali e sono caratterizzati da:

       Vincoli di investimento: per i 2/3 dell’anno il PIR deve essere investito per il 70%, in via diretta o indiretta, in strumenti finanziari (tra cui partecipazioni in startup innovative o PMI innovative) di imprese italiane non quotate sugli indici di Borsa.

       Estensione degli strumenti: si può investire anche in prestiti o crediti.

       Maggiore beneficio fiscale: la non imposizione delle plusvalenze è aumentata fino a €150k all’anno per 10 anni (per un totale di €1,5mln) e con il Decreto Agosto (D.L. 104 del 2020) l’investimento è stato elevato a €300k all’anno.

       Vincolo di concentrazione: 20% su singolo emittente

       Categorie di intermediari: ampliati con Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR aperti), contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione, anche tramite FIA, Private Equity, Fondi di Private Debt e di credito.

Detrazioni Startup e PIR Alternativi
Quali agevolazioni con le startup innovative?

L’investimento in startup innovative realizza un beneficio di detrazione Irpef del 50% per le persone fisiche, come previsto dalle normative italiane. L’agenzia delle entrate, con la risposta n.113 del 16/02/2021 è intervenuta sottolineando che la detrazione per le start up innovative e la disciplina dei PIR possono coesistere.

Tra le cause di decadenza della detrazione in questione, come previsto dal DM 07/05/2019, a tutela del mantenimento per un periodo minimo delle partecipazioni in startup innovative (minimun holding period) rientrano: la cessione, anche parziale, a titolo
oneroso, delle partecipazioni o quote ricevute in cambio degli investimenti agevolati; la riduzione del capitale sociale; il recesso o esclusione degli investitori; la perdita di uno dei requisiti per essere startup o PMI innovativa. La disciplina dei PIR, invece, prevede un regime di esenzione dei redditi di capitale e dei redditi diversi, con esclusione di quelli che concorrono alla formazione del reddito complessivo del contribuente e di quelli derivanti da partecipazioni che sono c.d. qualificate, percepiti da persone fisiche residenti in Italia, al di fuori di attività d’impresa e rinvenienti da strumenti finanziari

inseriti nel piano. Nello specifico, il conferimento in un PIR di quote di una start-up o PMI innovativa costituite in forma di S.r.l., collocate tramite portali di equity crowdfunding, non comporta la decadenza dalla detrazione IRPEF, dal momento che non si determina un mutamento nella titolarità dell’investimento e, ai fini dell’agevolazione dei PIR, realizzandosi esclusivamente un cambio del regime fiscale applicabile ai proventi derivanti dagli strumenti conferiti (detassazione).

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