Business Model Plan. 7 risposte

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Business Model Plan. Il passaggio da idea a business è un processo codificato, composto dal cluster di pianificazione basati su un “Fil Rouge di assunzioni, proiezioni e validazione. Un processo ingegnerizzato che mette in correlazione costante attività e risorse. Ecco questo è il significato del Business Model Plan. L’integrazione tra pianificazione ed execution; tra variabili qualitative e loro espressione numerica. E’ la necessaria integrazione tra Business Model e Business Plan, Di questo si è discusso con Pablo Docimo nel nostro format “30 domande” del 24 Marzo. Nel caffè di oggi riassumiamo le 7 risposte salienti dell’intervista.

Guarda il video integrale dell’intervista

Business Model Plan. 1. Cosa (non) è il Business Model?

Il Modello di Business è il modo in cui un impresa “va al mercato” (go to market), ovvero è il modo in cui un’impresa soddisfa una domanda, espressa o inespressa. E’ il modo in cui si induce la domanda di un target ben identificato di potenziali clienti. A questo punto è utile dire cosa non è un modello di business. Quando sentiamo dire che “il mio modello di business è un BtC o BtB” non stiamo parlando di business model ma di “canali” ovvero il mezzo, il tramite, con il quale arriviamo al mercato.

Business Model Plan. 2. Cosa si intende per “ingegnerizzazione“?
E’ una fase utilizzata prima di andare al mercato. E’ una fase in cui partendo dall’analisi dei bisogni “insoddisfatti, scarsamente soddisfatti, inespressi, indotti” si disegnano le possibili soluzioni in termini di offerta per poi passare a  costruire una possibile offerta (prodotto o servizio) che possa trasferire il valore desiderato o ricercato e, in seguito, applicare lo sviluppo di connessioni in termini di risorse e processi necessari per arrivare al go to market e alle vendite.
Business Model Plan. 3. Il Business Model può cambiare nel tempo?

Il business model rappresenta il modo in cui un’impresa, (qualsiasi impresa non solo una startup) compete sul mercato. E’ pianificazione strategica ma anche operativa. E’ marketing ma anche finanza. Cambiando il mercato ovvero evolvendosi, il business model deve necessariamente adattarsi, non confondendo il “cosa” con il “come” ovvero il bisogno con la modalità di soddisfarlo, ove ovviamente la seconda varia con l’evolversi dei tempi e dello sviluppo sociale e tecnologico e quindi economico.

Business Model Plan. 4.Quanto è importante il prezzo nella definizione del Modello di Business.

Il prezzo o “pricing” è notoriamente una delle leve del marketing e quindi anche del Modello di Business e quindi del Business Plan. Erroneamente si pensa che sia la leva più semplice da gestire e manovrare, soprattutto quando si effettuano riduzioni di prezzo per intercettare una maggiore domanda e incrementare le vendite. In realtà il prezzo è la leva più strategica e complessa tra tutte. Il prezzo è una importante espressione del posizionamento dell’impresa perché è l’espressione monetaria di una valore. Più si abbassa il prezzo più, conseguentemente si riduce il valore percepito del prodotto o servizio e ovviamente dell’impresa stessa.

Business Model Plan. 5. E’ vero che a una startup basta un Business Model per presentare il proprio Business?

Il business plan è per definizione un piano. Rappresenta la trasformazione dell’idea in impresa. Nel business plan vi è l’analisi del modello di business. Si passa dalle assunzioni, alla parte strategica, per poi darne una espressione numerica, a partire dal modello di ricavi (revenue model) per proseguire con l’assegnazione di costi funzionali e di struttura e infine alla pianificazione finanziaria, ovvero le risorse necessarie ad attuare il piano e quindi il modello di business.

Business Model Plan. 6. Cosa non è il Business Plan?

Spesso capita di trovarsi davanti a cosiddetti business plan che si risolvono in uno scarno foglio excel dove sono rappresentati ricavi, costi e addirittura una valutazione premoney sviluppati senza alcuna assunzione o con assunzioni assolutamente illogiche quale ad esempio quella che si basa esclusivamente sui bilanci di uno o due competitors. Bene, la verifica dei bilanci o dei numeri dei competitors può sicuramente risultare utile per la “validazione” del business plan o meglio per la verifica, ma non può rappresentare un metodo, semplicemente perché sono due imprese diverse che incidentalmente si trovano nello stesso mercato.  Lo sviluppo del business plan deve avere una propria logica, come detto in partenza un “Fil Rouge” di costante e circolare coerenza tra assunzioni (Business Model) e loro espressione numerica; tra Modello dei Ricavi e inerenza dei costi (e degli investimenti) per realizzarli; tra impieghi (costi e investimenti) e pianificazione delle fonti. Ecco questo è un business plan: un documento dove ogni numero ha una precisa logica e funzione.

Business Model Plan. 7. E’ possibile sviluppare il business plan da soli?

Come per ogni cosa è principalmente una questione di conoscenze e competenze, quindi pensare di affidarsi (e senza averne le necessarie competenze) ad un semplice free tool, tra i tanti disponibili in rete e tanto ambiti dagli “startupper” che spesso altro non è che il nostro “famoso foglio excel” è assolutamente sbagliato. A questo però va aggiunto che il business plan (in quanto documento fondamentale per presentarsi e raccogliere capitali presso investitori), deve il più possibile ispirarsi ai principi di redazione del bilancio ed in particolare quelli della veridicità e correttezza, è sempre meglio, quindi affidare la redazione (o per lo meno l’analisi o la revisione) ad una mano esperta “esterna” in grado di analizzare e verificare i numeri senza alcun condizionamento e coinvolgimento.

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