Valutazione premoney. Speciale metodi di valutazione. I metodi finanziari

Valutazione premoney. Eccoci al quarto appuntamento con il nostro speciale dedicato ai metodi di valutazione premoney. Dopo aver concluso nei primi l’argomento dei metodi qualitativi, nell’appuntamento della scorsa settimana abbiamo affrontato il tema dei metodi quantitivavi iniziando dal metodo VC o Venture Capital.

Con questo quarto approfondimento entriamo nei metodi di valutazione più strettamente finanziari ovvero quelli che tengono conto della capacità di generare Cash Flow, iniziando, oggi da una introduzione ai metodi finanziari per poi affrontare nell’ultimo speciale i due metodi DCF derivati.

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Valutazione premoney. I metodi finanziari DCF

I metodi DCF (Discounted Cash Flow) rappresentano il più diffuso approccio alle valutazioni aziendali, suggerito dagli accademici e utilizzato dagli analisti. Secondo questi metodi il valore attuale del business è la sommatoria del cash flow che questo è in grado di generare, scontato da vari fattori di rischio. Questi metodi tengono conto anche delle probabilità di sopravvivenza sul mercato, in assenza di fattori esterni di natura straordinaria. Quindi i flussi finanziari sono scontati al valore attuale da un risk rate relativo a: industria e settore di appartenenza; dimensioni; stadio di sviluppo del business; profittabilità; crescita del PIL Paese. Infine, viene applicato un tasso di illiquidità alla somma dei cash flow annuali scontati, ottenendo il Valore Finale (Terminal Value).

Valutazione premoney. Come funzionano i metodi finanziari

Sono i metodi di valutazione più tradizionali secondo i quali un’azienda assume un valore proporzionale e prospettico rispetto alla capacità di generare, ricavi, utili e, in particolare flussi di cassa. Questi metodi derivano dalle metodologie più diffuse di attualizzazione dei flussi di cassa generati dalla gestione ordinaria (in particolare) e straordinaria. Il metodo concerne l’attualizzazione dei flussi di cassa futuri ponderati. Di seguito se ne riporta la formula e le modalità di calcolo. La differenza tra i due DCF utilizzati risiede nel calcolo del Terminal Value (TV), di seguito spiegato

Valutazione premoney. Significato della formula DCF

Il tasso di sconto utilizzato è la Media Ponderata del Costo del Capitale (WACC).

Assunto che il debito delle società private non può essere negoziato sul mercato dei titoli pubblici, il sistema di calcolo presuppone che il WACC sia uguale al costo dell’equity (attuale e futura) della società che viene calcolato con la seguente formula

Risk free rate + β (Market return – risk free rate).

Valutazione premoney. Origine dati della formula DCF

a.Risk free rate
I tassi di interesse nominali a 10 anni dei titoli di stato di ciascun paese (per tutta l’UE Paesi in cui viene applicato il Bund tedesco a 10 anni).

b.β indica come il settore specifico dell’azienda valutata si rapporta al mercato in termini di rischio. Se il settore di appartenenza è più volatile del mercato, il rischio (ma anche i rendimenti attesi) sono più elevati, e viceversa. Il nostro metodo utilizza una beta a 4 fattori (Industria; numero di dipendenti; fase del ciclo di vita della società valutata; redditività attuale e attesa) applicando le ricerche pubblicate dal professor Aswath Damodaran della New York University.

c.Premio per il rischio di mercato (market return)Determinato in base al Paese in cui ha sede l’azienda valutata. È calcolato su base biennale dal Professore Aswath Damodaran sottraendo il risk free rate ai rendimenti degli stock di titoli pubblici collocati dal mercato Paese (Italia) negli ultimi 12 mesi.

Valutazione premoney. Il tasso di sopravvivenza (SR) della formula DCF

Poiché le società private rappresentano un livello di rischio maggiore di quelle pubbliche, viene applicato un tasso di sconto (e di probabilità di sopravvivenza) ai flussi di cassa stimati.

Fonti Dati: Ufficio centrale di statistica specifico per paese (ad esempio come, ISTAT, BANCA D’ITALIA, Eurostat, SBA, ecc.)

Valutazione premoney. Il Free Cash Flow (Y) della formula DCF

ORIGINE DEI DATI

Dati giornalieri derivanti da + di 35.000 società quotate in tutto il mondo, da società blue chip a mid-market e OTC.

INTERESSE DI DEFAULT

Debito alla fine dell’anno X 5% = interesse standard EBIT / interesse standard = coefficiente di copertura.

In base ai diversi valori dei rapporti di copertura, viene assegnato uno spread necessario a compensare il rischio. Poiché le società con bassi rapporti di copertura hanno un livello più elevato di rischio, potrebbero non essere in grado di coprire i pagamenti dei debiti con le entrate generate. Lo spread della società valutata viene quindi applicato al free risk rate – l’interesse a 10 anni obbligazioni BCE – e risulta nella percentuale di interesse finale, indicata nel report di valutazione. Il valore illustrato nella riga degli interessi (nel “DEFAULT VALUES IN FINANCIAL PROJECTIONS”) è quindi:

Debito alla fine dell’anno X(per)  interessi finali

Valutazione premoney. Lo sconto di illiquidità (ID) della formula DCF

Lo sconto di illiquidità viene applicato per tener conto del rischio di eccessivo immobilizzo dell’attivo, o basso efficientamento del complesso del sistema produttivo, a causa di fasi di stagnazione della domanda generale di settore o della domanda specifica per l’impresa. Si basa su ricerche pubblicate da Il professor NYU Aswath Damodaran e di solito varia dal 25% al 40% del valore attuale.

Nel prossimo numero dello speciale parleremo nello specifico dei due metodi DCF: il Long Term Growth; i DCF con Multipli

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