
Il nuovo Work for Equity. Una soluzione con SFP
Come preannunciato nel primo articolo di questo speciale nel contributo di oggi. L’articolo analizza l’impatto dell’art. 31 della Legge 193/2024 sulle detrazioni fiscali per investimenti in startup e PMI innovative, con particolare attenzione alle implicazioni operative del limite del 25% tra valore dei servizi resi e investimento agevolabile. Dopo aver chiarito l’estensione del controllo anche alle prestazioni indirette tramite società controllate o collegate ex art. 2359 c.c., il focus si sposta sulle possibili strategie di adeguamento.
In questo contesto viene approfondita, in chiave teorica e prudenziale, la possibilità di utilizzare gli strumenti finanziari partecipativi (SFP) come veicolo di compensazione del credito da prestazioni professionali. L’ipotesi consiste nel riconoscere gli SFP nell’anno della prestazione e rinviare la conversione in equity a un esercizio successivo, separando temporalmente il momento della prestazione da quello dell’investimento agevolabile. Questa impostazione, se correttamente strutturata sul piano statutario e deliberativo, potrebbe consentire di evitare il superamento della soglia del 25%, in attesa di chiarimenti ufficiali dell’Amministrazione finanziaria
