Autore: Nicola Vernaglione

Il caffè dell’estate. Il nuovo quadro delle detrazioni di startup e PMI innovative

📌 Come cambiano le detrazioni per investimenti in startup e PMI innovative

Si è tanto scritto negli ultimi mesi in merito alle modifiche alle detrazioni per investimenti in startup e pmi innovative. Se ne è scritto così tanto che sentiamo il bisogno di mettere ordine,
Prima di addentrarci nel riassunto delle novità, diciamo subito che l’ultima disposizione (la Legge di bilancio 2025) riforma in modo rilevante il sistema delle detrazioni di imposta per tutti i contribuenti e per quasi tutte le detrazioni fiscali. Da queste, sono espressamente escluse le detrazioni per investimenti in società innovative (startup e PMI), quindi non ci addentreremo nell’analisi puntuale di questa normativa.
Le altre due normative invece modificano sia il DL 179/2012 che il DL 4/2015, pertanto riguardano sia le startup che le PMI innovative
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La proroga a 72 mesi per le startup costituite nel 2020

Con la Circolare del 30 luglio 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) interviene per chiarire l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di start-up innovative, introdotte dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 (legge n. 193/2024). Il documento fornisce istruzioni operative agli uffici delle Camere di Commercio circa l’iscrizione, la permanenza e la cancellazione delle imprese nella sezione speciale del Registro delle Imprese (RI) riservata alle startup innovative.

Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda la scadenza definitiva della deroga concessa durante la pandemia da Covid-19 per la permanenza nel Registro oltre il limite ordinario di 60 mesi, fissato dall’art. 25 del D.L. 179/2012.

Il caffè dell’estate. Il “regime transitorio” delle startup innovative

Gli ultimi mesi del 2024 sono stati caratterizzati da un’importante attività legislativa che riscritto la normativa su startup e PMI innovative, che abbiamo iniziato ad analizzare nel caffè delle feste.
Con questo primo speciale del 2025, vogliamo condividere qualche primo approfondimento frutto, come sempre, delle molte domande che ci sono arrivate in queste settimana.

Prima di procedere però una premessa è d’obbligo.
Si tratta di modifiche normative che hanno profondi impatti oltre che dal punto di vista civilistico, anche da quello fiscale. Pertanto, occorrerà tenere conto delle interpretazioni di prassi che verranno fornite nel tempo, in primis dall’Agenzia delle Entrate, ma anche dal Ministero

Il Potenziale delle PMI. La PMI innovativa

La transizione da PMI ordinaria a PMI innovativa rappresenta un passaggio strategico cruciale per le piccole e medie imprese italiane che intendano valorizzare i propri investimenti in ricerca e sviluppo, accedere a capitali privati e ottenere significativi benefici fiscali. Tale evoluzione non solo consente una maggiore visibilità presso il sistema finanziario e industriale, ma permette anche di attrarre capitali privati, grazie al quadro normativo agevolativo delineato a partire dal D.L. 179/2012 e consolidato dal Decreto 7 maggio 2019, da ultimo aggiornato con la Legge 16 dicembre 2024, n. 193

Il Potenziale delle PMI. Il controllo di gestione

In un contesto economico caratterizzato da instabilità, selezione competitiva crescente e pressione finanziaria da parte del sistema bancario e degli investitori, le piccole e medie imprese italiane non possono più affidarsi alla sola intuizione imprenditoriale per guidare le decisioni strategiche e operative. Diventa pertanto essenziale disporre di strumenti di controllo e governo economico-finanziario che consentano una lettura strutturata dell’andamento aziendale, anche in assenza di strutture complesse.
Il controllo di gestione, tradizionalmente associato alle imprese medio-grandi, rappresenta oggi per le PMI una leva accessibile ed efficace per accrescere la propria credibilità sistemica, migliorare le performance, comunicare solidità agli stakeholder e rafforzare la competitività anche sui mercati internazionali

Aggiornamenti Startup Act. La nuova modulistica

Così come previsto a inizio anno cominciano a fioccare le novità attuative conseguenti al “nuovo startup act”, e così a distanza di una sola settimana eccoci con il nostro secondo aggiornamento. Questa volta riguarda un adempimento di estrema importanza: “la dichiarazione dei possesso dei requisiti” che precede la nuova guida per startup e PMI innovative in corso di ultimi aggiornamenti

LaGemma Venture apre la Call for Future 2025: Creazioneimpresa tra i partner ufficiali

LaGemma Venture ha ufficialmente aperto le candidature per la Call for Future 2025, iniziativa rivolta a startup italiane che operano nell’ambito dell’agrifood e che intendono partecipare a un programma di accelerazione strutturato, in partenza a inizio 2026. L’obiettivo del programma è individuare e supportare progetti imprenditoriali in grado di rispondere alle principali sfide di innovazione in campo agricolo, alimentare e ambientale

Il business plan per ottenere fondi. Il webinar

🚀 Come deve essere il business plan per raccogliere fondi? 🔎📑
📣 Eccoci con il secondo Webinar ABC dell’anno che conclude il lungo speciale dedicato al “business plan per raccogliere fondi”!
Come sempre, restiamo fedeli alla nostra mission di diffondere conoscenza e supportare l’ecosistema delle imprese innovative. E lo facciamo riassumendo i temi trattati nel nostro lungo speciale “Il business plan per raccogliere fondi” ma soprattutto rispondendo in diretta alle vostre domande che si aggiungeranno a quelle poste dai noi nel corso dei singoli approfondimenti come ad esempio
📌 Quando è il momento giusto per elaborare un business plan vero e completo?
⏳Come si connette il business plan al business model?
✔️ Quanto sono importanti le assumption qualitative?
📌 Cost based o value based?

Il business plan per ottenere fondi. La Sostenibilità del piano

Il concetto di sostenibilità di ogni business e quindi di qualsiasi attività imprenditoriale passa naturalmente e obbligatoriamente dalla capacità della attività di generare flussi finanziari in grado di:
1.Sostenere l’intero flusso del modello di business.
2.Mantenere costantemente un benchmark positivo.
3.Remunerare il lavoro degli imprenditori.
4.Remunerare il capitale investito.
Break-even: o punto d pareggio, concetto al quale si da sempre una connotazione prettamente economica ovvero pareggio tra costi e ricavi, ma è molto più importante se non vitale la sua connotazione finanziaria, ovvero capacità dell’impresa di mantenere una costanza di pareggio e surplus di entrate rispetto alle uscite. La maggior parte delle imprese non chiude per mancanza di ricavi ma per disequilibrio finanziario.

I progettesti e docenti del Master IPSOA “Startup Specialist”

BasicPlan. Il business plan per la banca

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Dal piano al capitale. L’investor kit: prepararsi a una raccolta di capitali

L’equity ha un pregio che le altre fonti non hanno: non genera debito e non va rimborsato. Chi entra nel capitale condivide il rischio d’impresa, non pretende una rata. Ma questo pregio ha un prezzo, ed è il più alto di tutti se l’impresa ha successo: chi investe acquisisce quote, quindi una parte dei profitti e del valore futuro, e diventa un socio con cui condividere le decisioni. In più, l’ingresso di un investitore fissa una valutazione: mette un prezzo sull’impresa in un momento in cui, spesso, sarebbe più conveniente aspettare. Per questo l’equity non è la fonte “gratuita” che a volte si immagina: è la più costosa proprio quando le cose vanno bene. Ha senso quando serve il salto — la crescita che il debito, con il suo obbligo di rimborso, non potrebbe sostenere — e quando l’impresa ha una storia da raccontare che giustifica una valutazione. Sugli assi che seguiamo dall’articolo scorso: accesso selettivo, tempi lunghi, e sul rischio/opportunità nessun rimborso ma diluizione permanente

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