Bonus Ricerca

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*Società iscritta all’anagrafe della Ricerca del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca CAR (Codice Anagrafe Ricerca) 62608TXS

Bonus ricerca e sviluppo: cos’è?

Il bonus ricerca e sviluppo è un’agevolazione fiscale in forma di credito d’imposta che spetta a tutte le  imprese di qualsiasi ordine giuridico, (a prescindere dal settore economico in cui operano e dal regime contabile fiscale che hanno adottato e quindi anche Enti non Commerciali) che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

Quando e quanto?

L’importo massimo agevolabile é di 10 milioni di euro di investementi in attività di sviluppo e ricerca dagli anni  2016 al 2020.

Modalità

Il credito d’imposta può essere fruito  solo in compensazione  a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attività in ricerca e sviluppo.

Requisiti, quando e quanto spetta?

Il bonus ricerca e sviluppo è riconosciuto a ciascun beneficiario, per ogni anno, a patto però che:
-la spesa per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, sia per ciascun anno di imposta di almeno 30 mila euro;
-la suddetta spesa sia di tipo incrementale, e cioè ecceda la media degli stessi investimenti effettuati dall’impresa nei 3 anni precedenti e a quello in corso.

Bonus anche per le Startup

Per le  nuove imprese che hanno aperto l’attività da meno di 3 anni, il calcolo della media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, ai fini di riconoscimento del bonus fiscale, è quella relativa alle spese effettuate a partire dal periodo di imposta in cui sono state costituite.

Quali sono le spese agevolabili per le quali spetta il bonus?

Le spese ammesse nel bonus ricerca e sviluppo , sono i costi sostenuti dall’impresa, direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo in particolare, la percentuale del 50%, attualmente applicabile su tutta l’eccedenza agevolabile (eccedenza delle spese ammissibili rispetto alla media del triennio 2012-2014),viene mantenuta:

– per le sole spese del personale  titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato in tali attività di ricerca (nel caso di attività di ricerca e sviluppo intra-muros, svolte internamente all’impresa);

– per i soli contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca nonché con start-up e PMI innovative indipendenti (nel caso di attività di ricerca e sviluppo extra-muros, ossia commissionate a terzi).

Si applicherà invece  l’aliquota ridotta del 25% per tutte le altre tipologie di spese ammissibili, e cioè:

– spese per il personale titolare di rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, ecc.), direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo.

– spese per ricerca affidata ad imprese  non rientranti nella definizione di start-up e PMI innovative, nonché diverse da Università, enti e organismi equiparati;

– costi sostenuti per l’acquisto di materiali,  forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale.

Rientreranno sempre nell’aliquota del 25% le altre categorie di spese previste dalla disciplina, non modificate dalla legge di Bilancio 2019, quali:

– quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con DM 31 dicembre 1988, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto;

– competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne. Con riferimento a tale voce di spesa, si dovrà tener conto anche della modifica apportata dal decreto Dignità che ha escluso dal credito d’imposta le spese per competenze tecniche e privative industriali se l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei beni immateriali, deriva da operazioni intervenute tra imprese appartenenti al medesimo gruppo.

Come possiamo aiutarti

Progetto

Grazie alla collaborazione con  Myesis alla sua esperienza e collaborazione con numerose Università ed Enti di Ricerca, possiamo aiutarti:

  • Nel coordinamento del progetto di ricerca
  • Nel supporto alla creazione e diagnosi della ricerca
  • Nella redazione del progetto si sviluppo

Rendicontazione

Grazie alla collaborazione con Myesis alla sua esperienza focalizzata nella gestione di progetti di ricerca, possiamo supportati in:

  • Attività di redazione e archiviazione documentale
  • Rendicontazione delle attività
  • Predisposizione del fascicolo “della ricerca”

Certificazione

Solo nei casi previsti e se richiesto, uno dei revisori del network provvederà alla elaborazione ed asseverazione della necessaria certificazione (revisione legale) previo attività di controllo contabile e fiscale oltre a fornire suggerimenti sulla corretta indicazione in bilancio (e nota integrativa) e in MODELLO UNICO

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