Categoria: Domande e Risposte

Un anno insieme

Il valore del blog non è dato solo dai contenuti pubblicati, ma anche dalle persone che lo leggono, lo condividono e lo utilizzano come punto di riferimento.
Per questo vogliamo ringraziare imprenditori, aspiranti founder, consulenti e professionisti che ci hanno seguito durante l’anno, contribuendo a rendere CreazioneImpresa uno spazio di informazione e confronto.

Creare la startup. Le “quote” per raccogliere capitali

Si sa che la raccolta di capitali è strategica per le startup innovative, e a volte rappresenta la principale fonte di finanziamento per lo sviluppo del prodotto: pensiamo ad esempio alle deep-tech che hanno tempi molto lunghi di lancio sul mercato e necessitano di ingenti capitali nelle fasi inziali.
A volte quindi può essere utile confezionare lo statuto prevendo quegli accorgimenti e introducendo alcuni strumenti (clausole) che facilitano la raccolta e consentono di disciplinare in maniera più chiara i rapporti con gli investitori

Creare la startup. Il dedalo del nuovo “regime”

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la circolare del 29 luglio 2025, interviene sui punti più discussi della Legge 193/2024 in materia di startup innovative. Il documento chiarisce i nuovi obblighi per la conferma dei requisiti e la permanenza nella sezione speciale oltre il terzo anno, introducendo una modulistica unificata e termini più stringenti per l’adeguamento. Restano tuttavia alcune criticità interpretative, in particolare per le imprese già iscritte e per la gestione del requisito del brevetto, che dovrà essere effettivamente registrato. Una circolare che semplifica formalmente, ma lascia aperte questioni pratiche che richiederanno ulteriori chiarimenti

Creare la startup. L’importanza strategica e operativa dell’oggetto sociale

L’oggetto sociale non è una formula accessoria da copiare e incollare nello statuto: è il perimetro giuridico-operativo in cui la società può muoversi, lo strumento con cui il fondatore dichiara (a mercato, investitori e PA) che cosa farà—e che cosa non farà—l’impresa. Per le startup innovative, poi, l’oggetto sociale pesa ancora di più: da esso dipendono l’accesso alla sezione speciale del Registro delle Imprese, la permanenza nel regime agevolativo e, non di rado, la possibilità di candidarsi a misure di finanziamento che esigono coerenza tra attività dichiarate e progettualità proposta

Creare la startup. Le quote dematerializzate

La recente introduzione della possibilità di emettere quote dematerializzate nelle società a responsabilità limitata, grazie alla Legge Capitali del 2024, segna un passaggio importante nell’evoluzione normativa delle S.r.l. e in particolare delle startup innovative.
Se per lungo tempo la distinzione tra azioni e quote ha rappresentato un elemento tipologico netto tra S.p.A. e S.r.l., oggi la prospettiva cambia radicalmente. La scelta del legislatore di aprire alla “forma scritturale” delle quote, cioè alla loro gestione dematerializzata attraverso il sistema degli intermediari autorizzati, apre scenari che non sono soltanto giuridici ma soprattutto economici e finanziari, con un impatto diretto sulle dinamiche di raccolta del capitale e sulla circolazione delle partecipazioni

Creare la startup. I mesi ideali per costituire

Abbiamo ritenuto indispensabile questo speciale dedicandolo a tutti coloro che prima di essere “startupper” sono imprenditori, con una visione chiara e corretta di cosa significhi “fare impresa”, a cominciare dal porre le basi giuste con la redazione di un atto costitutivo ed uno statuto che siano evoluti, adeguati e realmente adatti ad una impresa innovativa. Insomma non un mero adempimento, “un fastidio” da liquidare a pochi euro. Oggi con il primo contributo di Nicola Vernaglione analizziamo una prima peculiarità ovvero quanto sia importante il momento (il mese) nel quale costituire e quali siano gli impatti ed i vantaggi.

Detrazioni. La dichiarazione delle startup e degli investitori

manca poco meno di un mese alla trasmissione della dichiarazione dei redditi: i consulenti sono quindi alle prese con gli ultimi controlli dei dichiarativi sia delle startup che degli investitori.
Le dichiarazioni dell’anno di imposta 2024 richiedono particolare attenzione, soprattutto, per gli investitori che possono beneficiare del credito di imposta previsto dalla Legge 162/2024 (cd Legge Centemero).
Riteniamo quindi utile proporre un breve recap, una check-list operativa, così da non dimenticarsi nulla!

Il Caffè dell’estate. Lo spin-off innovativo della PMI

Lo spin-off innovativo è una efficace strategia per formalizzare e valorizzare in modo strutturato l’innovazione già presente all’interno delle PMI. L’idea di fondo è semplice ma potente: creare una nuova impresa, autonoma sotto il profilo giuridico e contabile, partecipata dalla PMI madre, nella quale trasferire un’unità di business o un progetto ad alto contenuto innovativo. In questo modo, l’attività che prima era un centro di sperimentazione interna diventa un soggetto imprenditoriale autonomo, in grado di dialogare con investitori, partecipare a bandi dedicati, ottenere finanziamenti agevolati e misurarsi sul mercato con strumenti specifici

Il caffè dell’estate. Il business model plan® per pianificare come mantenere la promessa

Nel percorso di costruzione di un’impresa solida e competitiva, la pianificazione strategica svolge un ruolo fondamentale. In particolare, nella redazione del Business Plan, dopo aver definito l’identità dell’impresa attraverso la Unique Value Proposition (UVP) e la Unique Selling Proposition (USP), è essenziale progettare un sistema di processi coerente che permetta di mantenere le promesse fatte al mercato. Solo in questo modo è possibile sviluppare un sistema d’offerta capace di generare valore, consolidare la fiducia dei clienti e garantire sostenibilità nel lungo periodo.

Il caffè dell’estate. Il metodo business model plan® per consentire la promessa

Nel contesto dell’impresa moderna, la capacità di mantenere le promesse dichiarate nel modello di business costituisce un indicatore critico di sostenibilità e coerenza strategica. Dichiarare un valore distintivo, senza disporre di risorse e processi idonei a supportarlo, conduce inevitabilmente a un disallineamento tra aspettativa e realtà operativa, minando la fiducia del cliente e la reputazione del brand. Questo principio si concretizza, nella pratica manageriale, attraverso il collegamento metodico tra Business Model Canvas, Business Plan e pianificazione operativa.

I progettesti e docenti del Master IPSOA “Startup Specialist”

BasicPlan. Il business plan per la banca

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Treasury Management. La leva del capitale di debito

Esiste un pregiudizio diffuso nell’ecosistema startup italiano: il debito bancario è per le aziende consolidate, non per quelle agli inizi. Chi non ha garanzie — né aziendali né personali di peso — chi non ha un track record, chi non ha bilanci con utili — non può accedere al credito bancario. Questa convinzione è comprensibile, ma è sbagliata. Ed è spesso costosa, perché porta i founder a ricorrere esclusivamente all’equity — diluendosi più del necessario — o ad autofinanziarsi con risorse personali, quando esistono strumenti pubblici progettati appositamente per abbattere queste barriere

Treasury Management. La gestione delle fonti

Quanta liquidità ha davvero la startup, e da dove viene?
La risposta a questa domanda non è mai semplice come sembra. Le startup che operano da qualche mese raramente hanno un’unica fonte di cassa. Hanno fonti multiple — equity versato dai soci, linee di credito bancarie, contributi pubblici deliberati ma non ancora erogati, anticipi di clienti, prestiti soci — ognuna con le proprie caratteristiche temporali, i propri vincoli di utilizzo e i propri rischi di ritardo o di mancato incasso.
Trattare queste fonti come compartimenti separati è uno degli errori più comuni e più costosi nella gestione finanziaria delle imprese innovative. In questo articolo analizziamo come costruire una visione aggregata e coordinata del capitale disponibile, distinguendo le tre grandi categorie di fonti e comprendendo come ognuna interagisce con il modello di tesoreria operativa.

Treasury Management. Il Modello 13-week

La maggior parte delle imprese (non solo startup) gestisce la liquidità attraverso uno strumento di proiezione mensile: entrate previste per il mese, uscite previste per il mese, saldo risultante. Questo approccio ha due limiti strutturali che lo rendono inadeguato come strumento di controllo operativo.
Il primo limite è la granularità temporale. Il mese è un’unità troppo lunga per intercettare criticità di breve periodo. Una startup può chiudere un mese con un saldo positivo e trovarsi tecnicamente illiquida per dieci giorni nel mezzo di quel mese — per esempio tra il pagamento degli stipendi (il 27) e l’incasso di una fattura rilevante (il 5 del mese successivo). Il forecast mensile non mostra questo gap: lo nasconde dentro una media.
Il secondo limite è la staticità. Un forecast mensile viene di solito aggiornato una volta al mese, spesso a consuntivo. Questo significa che un problema di liquidità che emerge a metà mese viene rilevato a fine mese, quando le opzioni di intervento si sono già ridotte drasticamente. Nella gestione della tesoreria, il timing dell’informazione è tutto.
Il 13-Week Cash Forecast risolve entrambi i problemi: lavora su base settimanale, si aggiorna ogni due settimane e forza il management a ragionare su dati ravvicinati, non su proiezioni aggregate.

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