Categoria: focus

Il Potenziale delle PMI. La PMI innovativa

La transizione da PMI ordinaria a PMI innovativa rappresenta un passaggio strategico cruciale per le piccole e medie imprese italiane che intendano valorizzare i propri investimenti in ricerca e sviluppo, accedere a capitali privati e ottenere significativi benefici fiscali. Tale evoluzione non solo consente una maggiore visibilità presso il sistema finanziario e industriale, ma permette anche di attrarre capitali privati, grazie al quadro normativo agevolativo delineato a partire dal D.L. 179/2012 e consolidato dal Decreto 7 maggio 2019, da ultimo aggiornato con la Legge 16 dicembre 2024, n. 193

Il Potenziale delle PMI. Il controllo di gestione

In un contesto economico caratterizzato da instabilità, selezione competitiva crescente e pressione finanziaria da parte del sistema bancario e degli investitori, le piccole e medie imprese italiane non possono più affidarsi alla sola intuizione imprenditoriale per guidare le decisioni strategiche e operative. Diventa pertanto essenziale disporre di strumenti di controllo e governo economico-finanziario che consentano una lettura strutturata dell’andamento aziendale, anche in assenza di strutture complesse.
Il controllo di gestione, tradizionalmente associato alle imprese medio-grandi, rappresenta oggi per le PMI una leva accessibile ed efficace per accrescere la propria credibilità sistemica, migliorare le performance, comunicare solidità agli stakeholder e rafforzare la competitività anche sui mercati internazionali

Aggiornamenti Startup Act. Aggiornati il “DIRE” e la modulistica

Così come previsto a inizio anno cominciano a fioccare le novità attuative conseguenti al “nuovo startup act”, e così a distanza di una sola settimana eccoci con il nostro secondo aggiornamento. Questa volta riguarda un adempimento di estrema importanza: “la dichiarazione dei possesso dei requisiti” che precede la nuova guida per startup e PMI innovative in corso di ultimi aggiornamenti

Il Potenziale delle PMI. Lo spin-off innovativo

Lo spin-off innovativo è una efficace strategia per formalizzare e valorizzare in modo strutturato l’innovazione già presente all’interno delle PMI. L’idea di fondo è semplice ma potente: creare una nuova impresa, autonoma sotto il profilo giuridico e contabile, partecipata dalla PMI madre, nella quale trasferire un’unità di business o un progetto ad alto contenuto innovativo. In questo modo, l’attività che prima era un centro di sperimentazione interna diventa un soggetto imprenditoriale autonomo, in grado di dialogare con investitori, partecipare a bandi dedicati, ottenere finanziamenti agevolati e misurarsi sul mercato con strumenti specifici

Il Potenziale delle PMI. Il Patent Box

Il “nuovo” PATENT BOX si articola in due modalità alternative, che consentono alle PMI di ottimizzare fiscalmente gli investimenti effettuati nel ciclo di sviluppo dei propri asset immateriali. Di eccezionale portata è Il “meccanismo premiale”, che consente di recuperare – con la stessa maggiorazione del 110% del meccanismo ordinario – i costi sostenuti fino a otto anni prima dell’ottenimento della privativa industriale. Quest’ultima possibilità è particolarmente rilevante per le imprese che abbiano effettuato investimenti consistenti in anni passati e ottengano il titolo solo in epoca recente.
Un esempio chiarisce meglio: un’impresa sviluppa tra il 2016 e il 2023 un software originale, lo utilizza internamente a partire dal 2023 e lo registra presso la SIAE nel 2024. Con l’opzione al Patent Box esercitata nel 2025, può recuperare le spese sostenute dal 2016 al 2023 (escluso il 2024, se già agevolato con il meccanismo ordinario). Un’opportunità concreta per valorizzare fiscalmente investimenti spesso sottostimati

Il Potenziale delle PMI. Misurare l’innovazione con il TRL

Il TRL è una metodologia di valutazione che consente di quantificare oggettivamente lo stato di avanzamento di un progetto tecnologico e permette di mappare con precisione il percorso di una tecnologia dai principi fondamentali (TRL 1) al sistema comprovato in ambiente operativo (TRL 9). Concepito dalla NASA negli anni ’70 per l’ambito aerospaziale, il sistema è stato successivamente modificato e adottato da numerose agenzie e organizzazioni a livello globale, tra cui la Commissione Europea. L’Organizzazione Internazionale per la Normazione (ISO) ha pubblicato un proprio standard nel 2013 per definire i livelli TRL e i relativi criteri di valutazione.

Il Potenziale delle PMI. L’innovazione nelle PMI

Iniziamo, con questo articolo, il nuovo speciale dedicato a cogliere il “Potenziale delle PMI”: quel potenziale di innovazione che spesso, rimane nascosto nei siti produttivi e nei processi delle imprese di servizi.
L’idea è quella di fornire, agli imprenditori e ai loro consulenti, spunti e strumenti operativi che consentano di “formalizzare” l’innovazione che caratterizza le PMI italiane.
Innanzitutto, parleremo di TRL (Technology Readiness Level) come strumento che può aiutare a individuare il livello e lo stato di innovazione dei prodotti e processi.
Ci occuperemo poi degli strumenti giuridici e fiscali che possono agevolare la messa a terra dell’innovazione, sia adottando regimi fiscali agevolati (ad esempio il patent box o il credito di imposta R&D) sia individuando l’<> più appropriato per valorizzare l’innovazione (dalla PMI innovativa con il suo regime ad hoc, alla creazione di startup tramite spin off aziendali).
Analizzeremo inoltre come il controllo di gestione possa essere utilizzato come strumento per l’individuazione dell’innovazione (oltre che per un’appropriata analisi dei dati aziendali).

Aggiornamenti Startup Act. La nuova modulistica

Così come previsto a inizio anno cominciano a fioccare le novità attuative conseguenti al “nuovo startup act”, e così a distanza di una sola settimana eccoci con il nostro secondo aggiornamento. Questa volta riguarda un adempimento di estrema importanza: “la dichiarazione dei possesso dei requisiti” che precede la nuova guida per startup e PMI innovative in corso di ultimi aggiornamenti

Aggiornamenti Startup Act. Detrazioni e credito d’imposta

Nel nostro primo speciale di gennaio e ancora prima nel Caffè delle Feste che ci ha accompagnato durante le pausa natalizia, abbiamo analizzato con vari contributi la riforma dello startup act operata prima dalla Legge 162/2024 (cd Legge Centemero) e poi dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza (Legge 193/2024).
Ci siamo salutati con la promessa di darvi conto dei successivi chiarimenti forniti da Ministeri o dall’Agenzia delle Entrate sia interpretativi, sia dal taglio più operativo e pratico. Iniziamo oggi a mantenere questa promessa con il primo articolo dello speciale “Startup act – Breaking news”..

Il business plan per ottenere fondi. Il webinar

🚀 Come deve essere il business plan per raccogliere fondi? 🔎📑
📣 Eccoci con il secondo Webinar ABC dell’anno che conclude il lungo speciale dedicato al “business plan per raccogliere fondi”!
Come sempre, restiamo fedeli alla nostra mission di diffondere conoscenza e supportare l’ecosistema delle imprese innovative. E lo facciamo riassumendo i temi trattati nel nostro lungo speciale “Il business plan per raccogliere fondi” ma soprattutto rispondendo in diretta alle vostre domande che si aggiungeranno a quelle poste dai noi nel corso dei singoli approfondimenti come ad esempio
📌 Quando è il momento giusto per elaborare un business plan vero e completo?
⏳Come si connette il business plan al business model?
✔️ Quanto sono importanti le assumption qualitative?
📌 Cost based o value based?

I progettesti e docenti del Master IPSOA “Startup Specialist”

BasicPlan. Il business plan per la banca

Scopri i nostri ultimi articoli

Il business plan che funziona. Dalla USP al Revenue Model

Fare la promessa significa definire la Unique Value Proposition (UVP — il perché del cliente), la Unique Selling Proposition (USP — i prodotti e servizi concreti che attuano la UVP) e il segmento target. Una promessa efficace è chiara (10 secondi per capirla), rilevante (risponde a un bisogno prioritario) e distintiva (non replicabile immediatamente).
Le proxy di questo cluster quantificano la dimensione e la qualità della domanda:
AM / SAM / SOM — mercato totale, raggiungibile, obiettivo: non stime generiche ma calcoli bottom-up fondati su dati di segmento. Benchmark: SOM = 1–5% del SAM a YR3.
Willingness to Pay (WTP) — la disponibilità media del segmento a pagare per la soluzione; definisce il ceiling del pricing e la profondità del mercato.
–Frequenza di acquisto (fr) — quante volte l’anno un cliente tipo acquista o rinnova; driver diretto del revenue model.

Il business plan che funziona. Il sistema delle promesse: farle, consentirle, mantenerle

Fare la promessa significa definire la Unique Value Proposition (UVP — il perché del cliente), la Unique Selling Proposition (USP — i prodotti e servizi concreti che attuano la UVP) e il segmento target. Una promessa efficace è chiara (10 secondi per capirla), rilevante (risponde a un bisogno prioritario) e distintiva (non replicabile immediatamente).
Le proxy di questo cluster quantificano la dimensione e la qualità della domanda:
AM / SAM / SOM — mercato totale, raggiungibile, obiettivo: non stime generiche ma calcoli bottom-up fondati su dati di segmento. Benchmark: SOM = 1–5% del SAM a YR3.
Willingness to Pay (WTP) — la disponibilità media del segmento a pagare per la soluzione; definisce il ceiling del pricing e la profondità del mercato.
–Frequenza di acquisto (fr) — quante volte l’anno un cliente tipo acquista o rinnova; driver diretto del revenue model.

Il business plan che funziona. Una metodologia che integra business plan e proxy numeriche

Una proxy numerica è un indicatore-ponte: un KPI che collega in modo rigoroso e trasparente una scelta qualitativa del business model a un’ipotesi finanziaria quantitativa.
Non è un concetto nuovo nella finanza d’impresa — è la logica che usano i CFO delle scale-up e gli analisti dei fondi di private equity. La novità è applicarla sistematicamente ai business plan di startup e PMI in fase early-stage, dove le proxy vengono quasi sempre ignorate perché “non abbiamo ancora i dati”.
⚠️ Questo è l’errore concettuale più costoso: le proxy non richiedono dati storici. Richiedono ragionamento logico e benchmark di settore. Un investitore non si aspetta che una startup abbia già misurato il proprio CAC dopo sei mesi. Si aspetta che il founder abbia un’ipotesi ragionata su quanto costerà acquisire un cliente, da dove viene quell’ipotesi e come cambierebbe il piano se il CAC fosse il doppio.

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