Categoria: pitch

Il business plan per ottenere fondi. Il webinar

🚀 Come deve essere il business plan per raccogliere fondi? 🔎📑
📣 Eccoci con il secondo Webinar ABC dell’anno che conclude il lungo speciale dedicato al “business plan per raccogliere fondi”!
Come sempre, restiamo fedeli alla nostra mission di diffondere conoscenza e supportare l’ecosistema delle imprese innovative. E lo facciamo riassumendo i temi trattati nel nostro lungo speciale “Il business plan per raccogliere fondi” ma soprattutto rispondendo in diretta alle vostre domande che si aggiungeranno a quelle poste dai noi nel corso dei singoli approfondimenti come ad esempio
📌 Quando è il momento giusto per elaborare un business plan vero e completo?
⏳Come si connette il business plan al business model?
✔️ Quanto sono importanti le assumption qualitative?
📌 Cost based o value based?

La nuova impresa innovativa. Il webinar

🚀 Il nuovo Startup Act cosa cambia e quali dubbi restano? 🔎📑
📣 Eccoci con il primo Webinar ABC dell’anno che conclude il lungo speciale dedicato al nuovo “startup act”!
Come sempre, restiamo fedeli alla nostra mission di diffondere conoscenza e supportare l’ecosistema delle imprese innovative. E lo facciamo riassumendo i temi trattati nel nostro lungo speciale “La nuova impresa innovativa” ma soprattutto rispondendo in diretta alle vostre che si aggiungeranno a quelle poste dai noi nel corso dei singoli approfondimenti come ad esempio
📌 Come cambia la permanenza nella sezione speciale?
⏳ La durata massima della qualifica di startup innovativa passa da 5 a 3 anni. Tuttavia, la permanenza può essere estesa:
🔹 +2 anni (fino a 5) se si soddisfa almeno uno dei nuovi requisiti rafforzati, tra cui:
✔️ Aumento delle spese in R&D al 25% 📊
✔️ Contratti di sperimentazione con PA 🏛️
✔️ Crescita del fatturato o dell’occupazione > 50% 📈
✔️ Riserva patrimoniale > 50K € o equity crowdfunding 📑
✔️ Ottenimento di un brevetto 🔬
📌 Regime transitorio: cosa succede alle startup già iscritte?

Presentarsi agli investitori in maniera efficace. Il webinar.

Progettare e realizzare un round di raccolta capitali è una attività che ha necessità di supporti tecnici ed efficaci che siano congegnati anche in relazione ad una complessiva strategia societaria e finanziaria. Un round ha quindi necessità dei supporti tecnici e documentali idonei a rappresentare al meglio, agli investitori, tutti i vantaggi immediati e futuri della partecipazione nella startup. Questi supporti hanno un nome: l’investor kit
L’Investor Kit è un insieme di documenti progettati per fornire a potenziali investitori tutte le informazioni necessarie per valutare un’opportunità di investimento. Si tratta di un supporto fondamentale che permette di raccontare la visione, evidenziare il potenziale di crescita dell’azienda e fornire dati concreti sulla sostenibilità economica e finanziaria del progetto. L’Investor Kit è quindi l’insieme di documenti progettati per fornire a potenziali investitori tutte le informazioni necessarie per valutare un’opportunità di investimento. Si tratta di un supporto fondamentale che permette ai fondatori di raccontare la propria visione, evidenziare il potenziale di crescita della startup e fornire dati concreti sulla sostenibilità economica e finanziaria del progetto oltre che fornire le informazioni e le condizioni per concretizzare i “deal” ed acquisire una partecipazione nella società.
Di cosa si parla in questo webinar
1. Presentarsi agli investitori in maniera efficace
2. Cos’è l’Investor Kit
3. I contenuti dell’Investor Kit: dal business plan alla LOI
4. Perché l’investo kit è fondamentale per raccogliere capitali in maniera corretta

I progettesti e docenti del Master IPSOA “Startup Specialist”

BasicPlan. Il business plan per la banca

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Dal piano al capitale. L’investor kit: prepararsi a una raccolta di capitali

L’equity ha un pregio che le altre fonti non hanno: non genera debito e non va rimborsato. Chi entra nel capitale condivide il rischio d’impresa, non pretende una rata. Ma questo pregio ha un prezzo, ed è il più alto di tutti se l’impresa ha successo: chi investe acquisisce quote, quindi una parte dei profitti e del valore futuro, e diventa un socio con cui condividere le decisioni. In più, l’ingresso di un investitore fissa una valutazione: mette un prezzo sull’impresa in un momento in cui, spesso, sarebbe più conveniente aspettare. Per questo l’equity non è la fonte “gratuita” che a volte si immagina: è la più costosa proprio quando le cose vanno bene. Ha senso quando serve il salto — la crescita che il debito, con il suo obbligo di rimborso, non potrebbe sostenere — e quando l’impresa ha una storia da raccontare che giustifica una valutazione. Sugli assi che seguiamo dall’articolo scorso: accesso selettivo, tempi lunghi, e sul rischio/opportunità nessun rimborso ma diluizione permanente

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