Come sfruttare tutti benefici del Work for Equity

Lavorare per una startup e ricevere in cambio non uno stipendio (o non solo lo stipendio), bensì quote della società.
È questa l’essenza del “work for equity”, strumento già utilizzato in altre parti del mondo (con il nome di stock option) e legalmente introdotto nella legislazione italiana dal D.L. n. 179 del 2012 (il “Decreto Crescita 2.0”) con il fine di consentire alle startup innovative di beneficiare di forme alternative di remunerazione delle prestazioni professionali qualificate nelle prime fasi dell’attività d’impresa, caratterizzate da limitate disponibilità finanziarie.

In proposito il Ministero competente ha pubblicato una apposita Guida all’uso dei piani azionari e del work for equity, che però non ha chiarito del tutto le modalità di attivazione e di funzionamento per una Startup innovativa, anzi, in particolare per il Work for Equity, il quadro normativo ha creato più confusione che chiarezza trattandolo alla stregua dei Piani di Incentivazione che sono cosa simile ma ben diversa al tempo stesso.

Perché avrai sentito dire che il work for equity non conviene, non si può fare o sia impossibile

La verità è che il Work for Equity è un tema in continua evoluzione a livello normativo, fare ordine tra la normativa non è semplice ed è facile commettere errori che possono invalidarne i benefici.

Tanti colleghi commercialisti preferiscono rispondere che non convenga, non si possa fare o sia impossibile.

Ti invitiamo ad approfondire la nostra guida e coinvolgere il tuo professionista di fiducia in una call di approfondimento senza impegno.

Come faccio a valorizzare il lavoro dei soci fondatori se non posso retribuirli?

È la domanda che ti stai ponendo ed alla quale non trovi adeguate risposte.

Come faccio a calcolare il valore al quale retribuirli?

Esistono metodi appropriati che tengono conto della quantità e qualità del lavoro prestato.

Cosa si intende per “work for equity”?

È una metodologia che permette di assegnare valore alle prestazioni non retribuite trasformandole in partecipazione al capitale della società.

Come si attua un piano o progetto di work for equity?

L’attuazione di un piano di Work for Equity produce notevoli vantaggi per tutte le parti interessate: la società aumenta il proprio valore di mercato e di bilancio; il prestatore oltre a ricevere equity può fruire della detrazione 50% per investimenti in startup, la detassazione e decontribuzione della prestazione. Ma per ottenere questi vantaggi senza problemi con l’Agenzia delle Entrate è necessaria una procedura precisa e testata.

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La guida per applicarlo e gestirlo senza incorrere in rischi e massimizzarne i benefici.

A cura di Nicola Vernaglione, Ezio Este, Nicola Tracanella e Valerio Oliveto.

Perché affidarsi a Creazioneimpresa?

Perché siamo stati i primi a mettere a punto una procedura “blindata” a prova di Agenzia delle Entrate che permette di ottenere tutti i benefici citati attraverso la produzione di un fascicolo certificato ad ogni passaggio.

Perché siamo stati i primi a mettere a punto una procedura “senza perizia” che oltre ad evitarne il costo permette di trattare l’apporto (in work for equity) come apporto i denaro e quindi idoneo a maturare il beneficio della detrazione al 50%.

Perché in quanto startup innovativa lo abbiamo testato su noi per verificarne la funzionalità, l’efficacia e la rispondenza alle indicazioni della Agenzia delle Entrate.

Perché negli ultimi due anni lo abbiamo già attuato con successo a 12 startup innovative producendo un incremento complessivo del capitale netto di circa 2 milioni di euro e detrazioni fiscali per circa un milione di euro.

Perché siamo quelli che hanno “inventato” questa procedura e quindi siamo gli unici a conoscerne ogni dettaglio che possa produrre tutti i vantaggi ed evitare ogni problema.

Profilo fiscale e reddituale dei singoli soggetti (soci e non soci) ai quali applicare il work for equity

Profilo giuridico della prestazione. Profilo curriculare del prestatore

Metodi di valorizzazione oggettivi della prestazione. 

Durata della prestazione. Definizione di clausole di risultato, cliff, premio, good e bad leaver

Modalità di conversione a capitale. Cap table iniziale e finale. Scritture contabili, bilancio infrannuale e scritture contabili 

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