diNicola Vernaglione
Nella mia attività quotidiana a contatto con potenziali nuovi imprenditori di successo (ma anche no) mi capita spesso di imbattermi in persone che mi raccontano di avventure o precedenti esperienze fondate su una serie di luoghi comuni che circolano intorno allo stesso concetto di “startupper” o semplicemente lavoratore in proprio.

In questo e nei prossimi post ne passo in rassegna alcuni dei più diffusi cercando di smontarli al fine di dare la giusta dignità e dimensione a chi con gran coraggio decide di “mettersi in proprio”.

Primo. Questo progetto è troppo difficile da realizzare.

Conoscete più o meno tutti lafamosa lezione di Julio Velasco allenatore di pallavolo e dirigente sportivo argentino e dal 2014 commissario tecnico della Nazionale argentina maschile, «Molto spesso  ci sentiamo dire che quello di cui ci preoccupiamo non è nulla di importante, oppure che quello che non riusciamo a fare in realtà per altri è facile. Questo ci mette nelle condizioni di sentire i nostri come problemi insormontabili e il fatto di non riuscirli a gestire ci rendono distanti dagli altri. Non c’è pensiero più sbagliato». «Non esistono, infatti, le cose facili o difficili. Esistono solo le cose che io so fare e che io non so fare ed è da questo che devo partire, senza ulteriori preconcetti. L’importante è riconoscere le proprie capacità, lavorare su quelle e affrontare il problema che ci si presenta con tenacia e positività»

Aggiungo che non esistono progetti troppo difficili da realizzare ma solo cose che si possono fare e cose che si possono inventare, reinventare, migliorare (ad esempio Tesla).

Quante volte vi è capitato di sentirvelo dire? (alcune volte anche per provocazione o test di convinzione). Ovviamente non stiamo parlando degli “ho un idea fantastica“, seriali, ovvero di coloro che hanno un idea al giorno pensando che sia già un business da avviare, ma di startupper seri, ostinati, perseveranti e visionari. Coloro che dall’idea e dall’intuizione, sono passati allo sviluppo, alle verifiche di fattibilità e quindi ad un progetto di business da avviare in un campo, settore o ambito non ancora esplorato da competitors (e per questo si sentiranno dire “come mai nessun altro ci ha pensato prima?”). Coloro che sanno che non si tratta di facile o difficile, possibile o impossibile, quanto piuttosto di ricerca di soluzioni geniali grazie alla tecnologia disponibile (ad esempio) e quindi al successivo sviluppo e testing per prove ed errori, magari cercando e trovando qualcuno che spieghi come fare e li aiuti a farlo!

Se non siete ancora convintigustatevi questo video ed emozionatevi

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Creazione Impresa

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Nicola Vernaglione