Misure e agevolazioni per startup innovative

Incentivi e agevolazioni, sono certamente una opportunità, ma sono soprattutto strumenti strategici per la crescita e l’innovazione del business.

Creazioneimpresa ha un track-record di oltre 20 anni di attività con una media complessiva di oltre un migliaio di aziende o neo imprenditori che hanno presentato progetti di impresa. Solo nel 2019 abbiamo contribuito alla erogazione di finanziamenti superiori a 3 milioni di euro.

RIEPILOGO AGEVOLAZIONI

Esonero dall’imposta di bollo: le startup innovative sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo dovuta per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

Deroghe alla disciplina societaria ordinaria: le deroghe più significative sono previste per le startup innovative costituite in forma di s.r.l., per le quali si consente: la creazione di categorie di quote dotate di particolari diritti (ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione); la possibilità di effettuare operazioni sulle proprie quote; la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi; l’offerta al pubblico di quote di capitale.

Facilitazioni nel ripianamento delle perdite: in caso di perdite sistematiche le startup innovative godono di un regime speciale sulla riduzione del capitale sociale, tra cui una moratoria di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad un terzo (il termine è posticipato al secondo esercizio successivo).

Inapplicabilità della disciplina sulle società di comodo: la startup innovativa non è tenuta ad effettuare il test di operatività per verificare lo status di società non operativa.

Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale: la startup innovativa può remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. A questi strumenti fa capo un regime fiscale e contributivo di estremo favore, cioè non rientrano nel reddito imponibile ma sono soggetti soltanto alla tassazione sul capital gain.

Incentivi fiscali per investimenti in startup innovative provenienti da persone fisiche (detrazione dell’imponibile irpef del 30% dell’investimento fino ad un massimo di 1 milione di euro) e persone giuridiche (deduzione dall’imponibile Ires del 30% dell’investimento fino a un massimo investito pari a 1,8 milioni di euro). Gli incentivi, esercitabili in forma automatica in sede di dichiarazione dei redditi, valgono sia in caso di investimenti diretti in PMI innovative, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di OICR e altre società che investono prevalentemente in startup e PMI innovative.

Ricorso all’equity crowdfunding. Le startup innovative, possono avviare campagne di raccolta di capitale diffuso attraverso portali online autorizzati. Inoltre, in merito all’equity crowdfunding, l’Investment Compact ha introdotto due ulteriori novità: anche gli organismi di investimento collettivo del risparmio e le società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative possono raccogliere capitali mediante campagne online sui portali autorizzati, consentendo una diversificazione e riduzione del rischio di portafoglio per l’investitore retail; in via derogatoria rispetto alla disciplina ordinaria, il trasferimento delle quote di startup innovative viene dematerializzato, con conseguente riduzione degli oneri annessi in un’ottica di fluidificazione del mercato secondario.

Intervento semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo pubblico che facilita il finanziamento bancario attraverso la concessione di una garanzia sui prestiti. Tale garanzia copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca alla startup innovativa, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro.

Misure a favore di ricerca e innovazione. Introdotto con la Legge di Stabilità 2015 e più volte aggiornato nel corso degli anni (da ultimo, dalla Legge di Bilancio 2019, art. 1, commi 70 e 72), il CIR&S rappresenta un’agevolazione riconosciuta a tutte le imprese – senza limitazioni di settore, di dimensioni aziendale, di forma giuridica o di regime contabile – che hanno sostenuto spese incrementali in ricerca e sviluppo (R&S) tra il 2015 e il 2020. Le spese rilevanti sono quelle relative alla ricerca fondamentale, alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale. Il credito viene computato su una base fissa, risultante dalla media delle spese in R&S degli anni 2012-2014, e può essere utilizzato anche in caso di perdite per coprire un vasto novero di imposte e contributi. A partire dal 1° gennaio 2019, le aliquote previste per il CIR&S sono le seguenti:

  • 50%: attività di R&S commissionate (extra-muros) a università, enti e organismi di ricerca, nonché startup e PMI innovative indipendenti, e per i costi del personale con contratto subordinato (indeterminato o a termine) impiegati in attività di ricerca intra-muros.
  • 25%: tutte le altre spese (personale non qualificato, consulenza, materiali etc.). L’ammontare massimo concedibile è fissato, a partire dal periodo d’imposta 2019, a 10 milioni di euro (2015-2016: 5 milioni di euro; 2017-2018: 20 milioni di euro). L’agevolazione è rivolta anche alle imprese residenti all’estero, purché abbiano stabile organizzazione sul territorio italiano e commissionino attività di R&S, e anche alle imprese che effettuano attività di R&S su commissione di soggetti esteri (es. multinazionali).
    Patent Box: la Legge di Stabilità 2015 (art. 1, commi 37-45) ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento delle agevolazioni fiscali sui redditi derivanti dallo sfruttamento della proprietà intellettuale. Il cosiddetto “Patent Box”, che si applica a decorrere dall’esercizio 2015, consente in via opzionale alle imprese di escludere dalla tassazione il 50% del reddito derivante dallo sfruttamento commerciale dei beni immateriali (opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa). Il più recente Investment Compact ha potenziato tale strumento, con piena inclusione anche dei marchi commerciali tra le attività immateriali per le quali viene riconosciuto il beneficio fiscale. Il

Patent Box rappresenta una potente misura di attrazione di investimenti nella valorizzazione del capitale immateriale, dei marchi e dei modelli industriali. La definizione delle disposizioni attuative è demandata ad un successivo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze

Ulteriori incentivi art. 38 Decreto Rilancio:

  1. Contributi a Fondo perduto per servizi di assistenza consulenza
  2. Conversione del prestito Smart & Start Italia a talune condizioni
  3. Equiparazione delle Startup innovative ad Università e Istituti di ricerca, in caso di contratti di ricerca extra muros
  4. Incremento del Fondo di Garanzia
  5. Proroga di un anno della permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle start-up innovative
  6. Incentivi fiscali sugli investimenti da parte di privati innalzati al 50%
  7. Dimezzamento delle soglie minime per l’attrazione di investimenti verso le società di capitali e le start-up innovative da parte di cittadini extra UE

I principali ambiti di intervento

Ricerca e
Sviluppo

Per lo sviluppo di progetti di ricerca aziendale

Sviluppo
Aziendale

Per programmi di investimento ed incremento della capacità produttiva

Innovazione e formazione

Per iniziative di sviluppo aziendale rivolte alla acquisizione di asset innovativi o alla formazione aziendale

Start up e
Autoimpiego

Per l’avvio di nuove attività di impresa in forma di start up innovativa, auto imprenditorialità e autoimpego

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La costituzione di una srl in forma di startup innovativa richiede una particolare attenzione ai requisiti oggettivi e soggettivi richiesti dalle norme, ed è abbastanza frequente che la mancata conoscenza di tutti gli elementi della procedura possano condurre a ritardi o rigetti della richiesta.