PMI Innovative. Le dimensioni dell’innovazione

PMI Innovative. Come preannunciato, con questo caffè del mercoledì avviamo il quarto speciale del 2024 che dedichiamo ad un argomento attuale ed interessante: quello delle PMI Innovative. Uno speciale che ha l’obiettivo di comprendere e analizzare le PMI innovative in tutti gli aspetti possibili: i requisiti per qualificarsi come tale, la procedura per l’iscrizione alla sezione speciale, le agevolazioni, le casistiche particolari, gli strumenti che possono garantirne la crescita e lo sviluppo sul mercato.  Con questo primo articolo apertura, Ezio Este ci introduce al tema dell’innovazione applicabile a molte PMI che potenzialmente potrebbero acquisire la qualifica di “Innovativa

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PMI Innovative. Le dimensioni dell’innovazione

E pur si muove” diceva (pare) Galileo Galilei dinnanzi al tribunale dell’inquisizione. Innovare non è sicuramente impresa semplice; eppure, è da sempre l’architrave su cui poggia il progresso umano.  Iniziamo oggi questo speciale sulle PMI innovative che ci accompagnerà per tutto il mese di maggio, partendo proprio dall’innovazione.
Ma cosa vuol dire innovare?

Nel tempo tantissimi filosofi e economisti hanno cercato di definire l’innovazione: da Machiavelli (secondo cui l’innovatore è “l’introduttore di ordini nuovi”) a Schumpeter con l’idea di “distruzione creatrice”. Denominatore comune che ha caratterizzato il pensiero filosofico prima e economico poi è legato agli ostacoli (e ai rischi) che incontra l’innovatore.

PMI Innovative. Invenzione e innovazione

Dobbiamo proprio a Schumpeter (siamo agli inizi del 900) una prima fondamentale distinzione tra invenzione e innovazione. L’invenzione è un’idea, un dispositivo o un prodotto che porta ad un progresso tecnologico alla società, tipicamente a opera di un inventore. Il termine invenzione deriva dal latino inventio che significa ritrovamento. L’innovazione è la dimensione applicativa di un’invenzione o di una scoperta, che non necessariamente comporta l’introduzione sul mercato di un nuovo prodotto o di un nuovo processo. Nel tempo, anche grazie alla spinta della tecnologia, la tassonomia dell’innovazione si è via via raffinata. Fra le fonti più autorevoli a livello internazionale troviamo due Manuali pubblicati dall’OCSE: il manuale di Frascati che si concentra sul concetto di “ricerca e sviluppo” e il Manuale di Oslo che si focalizza sull’idea di innovazione. Ma la categorizzazione più interessante che ci serve per sviluppare il nostro ragionamento è la differenza tra innovazione radicale e quella incrementale. Semplificando e sintetizzando l’innovazione incrementale è data da un basso grado di cambiamento delle componenti e dell’architettura generale di un prodotto o di un processo, essendo il risultato di migliorie apportate dopo che si è stabilizzato lo standard tecnologico.   L’innovazione radicale è una novità dirompente che altera o addirittura stravolge l’architettura e le singole componenti di un prodotto, rendendo obsoleti i prodotti dei competitor.

PMI Innovative. La via italiana dell’innovazione

Eppur innova“.

L’Italia è sempre nelle ultime posizioni delle classifiche basate sugli indicatori standard che riguardano l’innovazione come hanno confermato per anni i dati registrati nell’Eurobarometro o nel Digital Economy and Society della Commissione Europea. Eppure è sempre nelle prime posizioni mondiali nella classifica dei maggiori paesi esportatori. Quindi o le imprese italiane esportano prodotti vecchi oppure, parafrasando Galileo, l’impresa italiana “Eppur innova. Certo lo fa a modo suo: con pochi capitali, investendo poco in attività “formalizzate” di ricerca e sviluppo, e in un ecosistema carente di figure professionali specializzate.

PMI Innovative. Gli strumenti giuridici a servizio dell’innovazione

Ma il grande capitale delle PMI italiane sta proprio nella cultura e nei saperi territoriali. Nella contaminazione di innovazioni incrementali che contribuiscono a creare quei prodotti tecnologicamente all’avanguardia esportati in tutto il mondo.

E allora diventa strategico utilizzare gli strumenti giuridici più appropriati che consentano, nel nostro sistema economico e culturale, di sviluppare innovazione.

Strumenti per incentivare la raccolta di capitali, per attrarre e fidelizzare talenti, per creare relazioni tra imprese.

Il legislatore con il DL 3/2015 ha introdotto le PMI innovative come strumento per formalizzare e incentivare questa innovazione diffusa che caratterizza il nostro tessuto imprenditoriale.

Perché le PMI innovative non sono solo le startup che sono diventate grandi. Sono tante, tantissime imprese che innovano ogni giorno, ma che lo fanno probabilmente guidando un’automobile con il freno a mano inserito.

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Per oggi ci fermiamo qui. Con il prossimo approfondimento parleremo dell’enorme potenziale delle reti dell’innovazione

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