Il  Bando Archè concepito per sostenere le nuove realtà imprenditoriali lombarde, siano MPMI o Liberi Professionisti con una sede in Lombardia, attraverso il finanziamento di Piani di Avvio – Misura A (per le attività di nuova o recente costituzione, fino a un massimo di 2 anni) o di Piani di Consolidamento – Misura B (per le attività avviate da più di 2 anni e massimo 4 anni), mediante un contributo a fondo perduto.

Ore 14.14. del 02 ottobre 2019. Il portale della regione Lombardia “bandi on line”  da poco più di due ore (alle 12.00 in punto) ha finalmente pubblicato l’apertura del bando Archè e la possibilità di candidare domande di agevolazione.

La  procedura prevede ( in seguito a precedente accreditamento e profilazione in una delle tre modalità previste) che la domanda venga presentata attraverso la compilazione del form on line allegando documentazione a supporto.

La documentazione è composta da  10 allegati da compilare in word (almeno 8 da compilare per quasi tutte le imprese o professionisti).

Gli  allegati sono visibili e scaricabili solo all’apertura della candidatura cliccando su ognuno dei link e salvando il documento sul proprio pc per provvedere alla successiva compilazione, alla apposizione della firma digitale ed al successivo caricamento in piattaforma.

Nella lettura dei contenuti di  alcuni allegati si resta sbalorditi dalla ripetizione quasi ossessiva delle informazioni che sembrano inseguirsi tra un documento e l’altro per non parlare poi della compilazione di form che richiedono informazioni già acquisite in fase di profilazione o facilmente acquisibili dal collegamento a banche dati della PA.

Un vero festival della peggiore burocrazia.

Ore 14.14 del 02 ottobre 2019, il malcapitato imprenditore  che richiede l’agevolazione (che è una srl con cda composto da 3 membri  e quindi deve inutilmente triplicare la compilazione e firma di almeno tre degli allegati) nel momento in cui rientra in piattaforma per continuare la compilazione del form on-line che  aveva salvato in bozza non potendo proseguire se non allegando i documenti firmati digitalmente, vede comparire il seguente messaggio:

“Si comunica che le risorse dedicate sono tutte prenotate a favore dei progetti sinora protocollati. Non è pertanto possibile procedere con la presentazione di nuove domande”

“Come?” Esclama silenziosamente il malcapitato, che con certosina pazienza e rassegnazione aveva provveduto a compilare (per 2 ore)  gli inutili e ripetitivi  allegati firmandoli digitalmente per, poi finalmente allegarli.

Una sconfitta. Un senso di frustrazione sicuramente per la mancata opportunità ma soprattutto perché a procurarla è stata ancora una volta l’asfissiante e bloccante burocrazia che nell’era della rivoluzione digitale, dei pagamenti digitali, del fintech e della PA digitale, della trasparenza degli aiuti,  non ha più senso di esistere.

Ma al nostro malcapitato resta un altro dubbio?

Come hanno fatto i 403 fortunati (e sicuramente bravissimi) che sono riusciti a inviare la richiesta e prenotare i fondi,  in meno di 120 minuti a:

  • Fare il downolad di ogni singolo allegato e salvarlo sul pc (crediamo in una cartella dedicata)
  • Compilare il form on line
  • Compilare gli allegati
  • Firmarli digitalmente
  • Allegarli
  • Chiudere il progetto
  • Pagare il bollo virtuale

Un dubbio che vogliamo condividere con tutti i malcapitati (che crediamo essere numerosi) provando, (come abbiamo fatto noi) a cronometrare diverse ipotesi dell’intera sequenza.

Noi siamo arrivati quasi sempre al risultato del povero malcapitato tranne sporadici casi di ditte individuali o liberi professionisti in forma singola.

In tutto questo ci lascia basiti  l’affermazione dell’Assessore Alessandro Mattinzoli  che dichiara e conclama il grande successo del bando.

Ci siamo persi qualcosa?

Un bando atteso da mesi e promosso con grandi slogan (che hanno generato aspettative) non può chiudersi in 2 ore per esaurimento fondi. Questo è  un insuccesso, almeno in termini di programmazione delle risorse destinate.

Crediamo e  auspichiamo che la cosa migliore da fare (nel breve)  sia quella di dotare il bando di risorse aggiuntive  utili (almeno) a coprire le richieste delle domande già protocollate e in fase di compilazione e che tale procedura (è un suggerimento di amministrazione efficiente e vicina alle imprese) avvenga con preventiva comunicazione digitale (ovvero pec o e-mail).

Questo si, sarebbe un vero successo da dichiarare con orgoglio alla stampa oltre che un chiaro e concreto segno di vicinanza e sostegno al sistema imprenditoriale (come dichiarato nel bando).

In generale, e, strutturalmente, auspichiamo una totale revisione delle procedure di accesso ai bandi in chiave attuale, ovvero digitale, ovvero di reale (e mai a pieno applicata) “zero burocrazia”, con una richiesta  che venga aperta, compilata, e inviata esclusivamente on line, inclusi gli allegati (quelli realmente necessari) che si autocompilerebbero,  e con l’apposizione di un’unica firma digitale all’intero fascicolo contestualmente all’invio.

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Nicola Vernaglione