Detrazioni investimenti in startup

Torniamo con una delle nostre rubriche più seguite: quella delle Q&A, ovvero risposte a quesiti che ci vengono posti direttamente o attraverso email e social, ed ai quali rispondiamo sempre con piacere e celermente. Oggi un quesito apparentemente semplice ma che in realtà cela una particolarità che più di una volta ha creato perplessità. 

Guarda la sintesi in videocaffè
Il quesito

Da poco ci siamo imbattuti in una costituzione molto particolare. Il caso in oggetto riguarda una Startup innovativa la cui compagine sociale era composta da un socio in pensione (ex dipendente della pubblica amministrazione).

Le domande che il cliente si è posto sono:

  • “Possono i pensionati o i dipendenti pubblici accedere alle detrazioni riservate ai soggetti che effettuano investimenti nel capitale sociale di imprese start-up innovative?”.
  • Ci sono effetti sulla pensione? E quale modello fiscale bisogna utilizzare per la dichiarazione dell’investimento?
Inquadramento normativo detrazioni startup

Le persone fisiche hanno il diritto a detrarre nella loro dichiarazione dei redditi annuale un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più start up innovative, anche quelle a vocazione sociale o in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti innovativi ad alto livello tecnologico in campo energetico (a seguito dell’entrata in vigore del Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34, cd. Decreto Rilanciole detrazioni fiscali per le persone fisiche sono state portate al 50%, per un importo massimo di 100.000 euro in ciascun periodo di imposta). Il limite quantitativo massimo all’investimento su cui determinare la detrazione, è elevato ad euro 1.000.000 annui, ed un periodo minimo di mantenimento dell’investimento, elevato a tre anni.

 Cause di decadenza delle detrazioni in startup

L’investitore può decadere dal diritto alle agevolazioni suddette se entro 3 anni dalla data in cui l’investimento rileva si verifica:

-la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni ricevute in cambio degli investimenti, inclusi gli atti a titolo oneroso che importano costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento e i conferimenti in società, nonché la cessione di diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni o quote;

-la riduzione di capitale e/o la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovraprezzo di emissione delle azioni o quote delle start-up innovative;

-il recesso o l’esclusione degli investitori;

-la perdita, da parte della start-up innovativa, di uno dei requisiti richiesti dall’art. 25, c. 2, Decreto-legge n. 179/2012.

Non comporta, invece, la perdita dell’agevolazione:

Il venir meno della qualifica di start-up innovativa nel caso di:

-decorrenza dei cinque anni dalla costituzione della società;

-superamento della soglia di € 5.000.000 (cinque milioni) del valore della produzione annua;

-ammissione alla quotazione su un sistema multilaterale di negoziazione;

-il trasferimento delle partecipazioni a titolo gratuito o a causa di morte del contribuente, nonché il trasferimento conseguente alle operazioni straordinarie.

In caso di esclusione dal beneficio sarà necessario restituire la tassazione dell’importo dedotto o detratto, comprensivo degli interessi.

Come si certifica l’investimento in startup

Una volta effettuato un investimento per cui è prevista la detrazione fiscale sarà necessario produrre (a cura della startup la seguente documentazione):

  • certificazione attestante il rispetto dei limiti massimi per i conferimenti relativamente al periodo di imposta in cui è stato fatto l’investimento,
  • piano di investimento della società (business plan), contenente le informazioni dettagliate sull’oggetto della propria attività, sui prodotti e sull’andamento (attuale o previsto) delle vendite e dei profitti.

La detrazione fiscale avviene in sede di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi , ovvero l’anno successivo a quello nel quale è avvenuto l’investimento, e si è maturato il diritto alla detrazione.

Risposta al quesito

E veniamo finalmente alla risposta al quesito specifico.

Come chiarito anche dall’Agenzia delle Entrate: “ai sensi dell’art. 29 del D.L 179/2012, la detrazione in questione è riconosciuta in favore degli investitori soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) residenti e non residenti, con ulteriore conferma e precisazione in merito è giunta dalla Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 146 del 26 maggio 2020

Pertanto, un soggetto pensionato che investe in una start-up innovativa, può beneficiare della detrazione IRPEF senza che ciò comporti alcun effetto sulla pensione, in quanto il meccanismo della detrazione è volto semplicemente ad abbattere l’imposta da versare. Ciò implica, naturalmente, che in assenza di IRPEF a debito, la detrazione andrà persa per incapienza, o sarà utilizzata parzialmente nel caso in cui l’imposta a debito risulti inferiore alla detrazione spettante.

La seconda analisi che abbiamo effettuato è sul processo burocratico per ottenere il beneficio fiscale. Affidandosi ad un commercialista o al CAF di fiducia, il pensionato noterà che il modello 730/2020 (riservato ai dipendenti pubblici) non contempla la possibilità di indicare la detrazione in start-up innovative, previste invece nel modello  PF/2020 (Quadro RP sezione VI).

Per beneficiarne è necessario presentare il modello Redditi Persone Fisiche 2020 in cui si potranno inserire tutti i dati sia relativi alla pensione, sia relativi alle detrazioni per investimenti in start-up innovative (rigo RP80). In questo caso, per l’investimento effettuato nel 2020, il rimborso del 50% tramite detrazione fiscale non verrà erogato dall’INPS, quale ente pensionistico, ma verrà rimborsato con il 730 dell’anno 2021, compilato nell’anno 2022.  

L’eventuale cessione, anche parziale, dell’investimento prima del termine dei tre anni comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire l’importo detratto, unitamente agli interessi legali. L’ammontare non detraibile, in tutto o in parte, nel periodo d’imposta di riferimento può essere portato in detrazione dall’IRPEF nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo.

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