Business model plan®. I soldi del biglietto

Business model Plan. Ci stiamo lavorando ogni giorno e sarà una delle nostre importanti novità del 2022. Stiamo parlando del rilascio della prima versione del nostro Business Model Plan, che è già un marchio registrato e che (pensiamo) possa essere o divenire uno degli strumenti on line più evoluti e differenti per lo sviluppo di un business plan “startup oriented“. Ma andiamo oltre. Di cosa parliamo nel “caffè” di oggi”. di qualcosa di sorprendente almeno per chi ci conosce da poco. Parliamo di strategie di posizionamento affrontando il tema della strategia finanziaria. Quello che leggerete è un estratto del recentissimo e-book pubblicato sul tema appunto modeling e positioning disponibile (come gli altri) a questo LINK

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Business Model Plan. Il nostro credo

Quando si parla di business model e di business plan, per noi esiste un unico credo:  “i due supporti non sono in concorrenza, al contrario l’uno serve (deve servire) all’altro per spiegare e analizzare al meglio l’avvio e lo sviluppo del business” ed è per questo che non condividiamo l’opinione di chi sostiene che “a una Startup è sufficiente il solo business model”, o che “non serve un business plan con assunzioni e sviluppi profondi” sostenendo che il business plan “riguardi esclusivamente scelte operative e numeri da considerare in seguito e, in maniera separata e distaccata dalle strategie”.

Le scelte operate nel business model, per sua stessa definizione, hanno implicazioni finanziarie soprattutto nel merito delle fonti necessarie a finanziare le scelte del lato Revenue Streams o Model.

In effetti nel cosiddetto Business Model Canvas, si evidenzia e riporta che occorre definire, tra le altre cose, le Key Resources e le Key Activities, ovvero le attività necessarie a sviluppare il business (attraverso obiettivi e strategie), e la conseguente assegnazione di una o più risorse ad ognuna delle attività.

Cosa è questo se non produzione di previsioni economiche e finanziarie?

Stiamo parlando di investimenti, costi di struttura, costi diretti e working capital; quindi, di business plan e business model che sono una sola cosa.

È evidente, quindi, che tra le strategie da prendere in considerazione vi sia quella FINANZIARIA, ovvero come e dove acquisire le fonti necessarie a finanziare il business in fase di partenza, o, alternativamente se sia possibile rivedere gli obiettivi e l’intero business model (senza cambiarne sostanzialmente l’efficacia) considerando la finanza, un vincolo funzionale ma non sostanziale.

Business Model Plan. I soldi del biglietto

Quando cerco di far comprendere questo importantissimo dilemma, adotto un esempio molto semplice, quello “dei soldi del biglietto”:

Obiettivo: partendo da Milano, devo essere in un giorno della prossima settimana, nel centro di Roma alle 10.30 per partecipare ad un importantissimo incontro di lavoro che può cambiare in meglio la mia vita professionale e familiare.

Strategie possibili: è evidente che le mie strategie saranno condizionate da due fattori, o vincoli: il tempo ed il costo. Di conseguenza tra tutte le modalità (strategie) possibili (incluso, per assurdo, la possibilità di muovermi, a piedi), considero quelle che mi permettono di raggiungere l’obiettivo nel miglior modo possibile, considerando i vincoli. Quindi tra le scelte possibili (muovermi in auto; muovermi in aereo; muovermi con Treno Veloce) considererò l’opzione/strategia “treno”, perché è quella che in prima battuta risulta la migliore per “arrivare in centro” “muovendomi dal centro, o quasi”.

Il vincolo finanziario. Solo in seguito (e non in partenza, ecco l’errore) considero il costo del biglietto A/R e se questo rientra nel mio budget, o meno.

Lo rimuovo, valutando le alternative meno costose, mi convinco che nessuna risulta sufficientemente valida a raggiungere l’obiettivo, o prevedrebbe un cambio di programma (partire con molto anticipo e disagio; dover prendere un taxi nel traffico di Roma; dover raggiungere l’aeroporto di partenza). Quindi pur constatando che il credito sulla mia carta non è sufficiente ad acquistare il biglietto (è solo un esempio!), decido che il mio finanziatore sarà mia moglie, che avendone la disponibilità, e valutando assolutamente importante e necessario il mio viaggio a Roma, non obietta nel prestarmi la sua carta di credito e finanziare la trasferta.

Business Model Plan. Cosa ho scritto in realtà?

Mia Moglie, è un possibile finanziatore. Ma non uno qualsiasi. Ha caratteristiche molto importanti, considerando la premessa “un incontro di lavoro che può cambiare in meglio la mia e la sua vita”. Quindi:

  • condivide l’obiettivo;
  • condivide la prospettiva;
  • ha fiducia in me;
  • valuta l’operazione finanziaria con un ottica di ritorno di risultato (ROI).

E’ in questi termini che dobbiamo considerare il nostro business e quindi i nostri obiettivi e le conseguenti strategie.

Non preoccupiamoci troppo, in partenza, del vincolo finanziario. Se il risultato di prospettiva è interessante, e lo presentiamo in maniera chiara, esaustiva e coerente (in un business plan), la possibilità di trovare un finanziatore potrebbe essere molto alta.

Le soluzioni alternative avrebbero condizionato l’obiettivo e la prospettiva (il business model), in relazione a probabili rischi:

  • arrivare all’appuntamento troppo stanco e non concentrato;
  • arrivare in ritardo.

Nessuna delle due risulta accettabile.

Business Model Plan. La regola finanziaria numero 1

La prima regola finanziaria è quella della credibilità, ovvero:

“mettersi le mani in tasca”.

Se vogliamo trovare finanziatori, dimostriamo che stiamo rischiando, o perlomeno, che ci stiamo dando da fare per avere o cercare capitali, guardando in varie direzioni.

Come possiamo chiedere ad altri di rischiare sul nostro progetto se non facciamo altrettanto? Non esiste la formula magica, del “quanto”, ma esistono comunque dei parametri condivisi di credibilità: pensate ad avere di vostro almeno un 20%-25% soprattutto se ci stiamo rivolgendo ad una banca.

Le agevolazioni pubbliche, possono aiutare, ma non risolvono e non sono una certezza o l’unica via nella quale guardare. Dopotutto, come ripeto a tutti e da sempre: “si chiamano agevolazioni, quindi agevolano, non risolvono”.

Business Model Plan. La regola del giusto contenitore

Il giusto contenitore, cosa?

Si, il contenitore del vostro business, adesso e in prospettiva.

Uno degli errori può essere quello di “sceglierlo piccolo” perché, “adesso mi è sufficiente”, e perché, “poi posso prenderne uno più grande. Almeno, in questo modo risparmio!

Il contenitore del business è la forma giuridica.

E’ prassi, considerare la forma giuridica della startup come una pura formalità, un semplice “costo dovuto” piuttosto che una opportunità. La scelta della forma giuridica sbagliata o vincolata a sole logiche di risparmio può influire in maniera seria sulle possibilità di affermazione e sviluppo.

La forma giuridica ed il Capitale Sociale (o meglio il Patrimonio o Capitale Netto) della startup sono il primo biglietto da visita e la prima garanzia di credibilità verso gli stakeholders, soprattutto quelli finanziari.

Ovviamente tanto più la portata del business è di dimensioni (attuali e potenziali), ultra-provinciali, nazionali, (o internazionali), tanto più la forma giuridica dovrà essere quella capitalistica (al minimo Srl ordinaria), ed il capitale sociale (o inizialmente investito), idoneo a fornire garanzie di credibilità a investitori e finanziatori di ogni genere.

La scelta della cosiddetta “srl semplificata” per soli motivi di risparmio, trasmette indubbiamente un messaggio chiaro ed inequivocabile “stanno giocando; provano senza rischi; non hanno o riescono a trovare nemmeno i soldi per costituire una società seria”.

Medesime considerazioni per le società di persone o addirittura per le ditte individuali o imprese familiari, Idonee a business locali, artigianali o, per definizione, familiari.

 Business Model Plan. In conclusione

La quasi totalità dei modelli e schemi di business plan ha un approccio “cost based” ovvero assume come vincoli i costi e le uscite previste da un business definendone i relativi break-even e quindi il fatturato e le entrate minime da produrre. Questo non è l’approccio corretto. Occorre al contrario un approccio “Market oriented” ovvero “Revenue Based”. Devo unire le assunzioni del business model a quelle del business plan partendo dalla definizione del Revenue Model e considerando costi e finanza funzionali ad esso.  Questo è il nostro approccio.

 

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