Startup Legal. La tutela della proprietà intelletuale

Startup Legal. Eccoci al quinto e ultimo  approfondimento dello Speciale “Startup Legal” curato dal Neo Partner e socio di CreazioneImpresa, Andrea Lovato, avvocato e,  qualificato Startup Specialist al Master IPSOA.

Dopo aver introdotto l’argomento  del “perchè alle startup serve un avvocato“, ovvero dell’importanza di  rivolgersi ad un avvocato esperto in materia societaria e contrattuale, (evitando errori che possono trascinarsi lungo il percorso di sviluppo e crescita della società) abbiamo dedicato il secondo approfondimento all’inconsueto tema del “legal design” per poi parlare di Clausole di Stile, e infine del trasferimento delle partecipazioni.

Con il il caffè di oggi, Andrea Lovato  conclude questo primo speciale con un argomento molto importante per le startup quale è quello della proprietà intellettuale (PI). La conoscenza ed una efficace gestione dei diritti di proprietà intellettuale può rappresentare infatti un fattore di svolta per le startup, generando un vantaggio commerciale difendibile.

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Startup Legal. La proprietà intelletuale

Più che fornire una definizione, ritengo utile evidenziare quali siano gli effetti pratici dell’occuparsi o meno della proprietà intellettuale: gestire e governare gli asset della proprietà intellettuale significa avere la titolarità legale delle proprie idee innovative così come di un marchio che contraddistingue un prodotto. Ancora più intuitivo è il concetto opposto. Non avere governato e gestito la proprietà intellettuale significa che chiunque può appropriarsi di una idea, di una invenzione, di un nome o di un dominio altrui, non essendoci alcuna protezione o essendovene di poco efficaci per impedirlo.

Startup Legal. Cosa tutela la normativa in materia di PI

La tutela del singolo titolare delle invenzioni, delle opere creative o di un marchio è un effetto, per così dire, secondario perseguito dalla legge. Lo scopo principale della normativa in tema di proprietà intellettuale è quello di promuovere, incentivare e favorire l’innovazione e la creatività, la sua diffusione e disponibilità in favore della collettività. Questo effetto importantissimo per il progresso in tutte le scienze e le arti si ottiene proprio garantendo agli inventori e creatori la possibilità di profittare in modo esclusivo, ma limitatamente ad un certo periodo di tempo, delle loro invenzioni ed opere creative, “in cambio” del disvelamento del processo, della regola costruttiva piuttosto che del suo futuro libero utilizzo. Decorso il periodo di tempo, l’invenzione o l’opera creativa entrano a far parte del patrimonio della collettività e tutti potranno profittarne e farne liberamente uso. L’opposto della privativa (il nome è molto evocativo) è il segreto. Uno degli esempi più noti riguarda la tecnica di realizzazione dei violini di Stradivari. I segreti hanno lo svantaggio di essere difficili da mantenere, di essere tramandati entro una cerchia ristretta di individui e, quel che è peggio, finiscono con la vita di chi li ha gelosamente custoditi, con il risultato di privare l’umanità, il progresso tecnologico e scientifico di una opportunità di crescita.

Startup Legal. Perché è importante tutelare e governare la proprietà intellettuale per una startup?

Le privative sono un fattore di differenziazione competitiva, attirano gli investitori e sono la base giuridica dei contratti di licenza e delle conseguenti opportunità di guadagno.

La tutela della PI non deve essere vista come un obiettivo da perseguire, ma come uno strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi alla base del progetto imprenditoriale della startup.

Startup Legal. Quali tipi di proprietà intellettuale vanno maggiormente considerati?

Esistono principalmente tre tipi di proprietà intellettuale rilevanti nel contesto delle startup: brevetti, marchi e copyright. I brevetti proteggono le invenzioni. I marchi proteggono simboli come un logo, nomi e slogan utilizzati per identificare beni o servizi. I diritti d’autore proteggono le opere creative.

Startup Legal. Qual è il momento più opportuno per occuparsi della tutela della PI?

Se parliamo di brevetti va considerato che si tratta di una attività piuttosto dispendiosa, specie per una startup ai primi passi con a disposizione scarse risorse economiche. Brevettare prima ancora di avere validato il bene o il servizio oggetto della propria attività di impresa vorrebbe dire impegnare una buona fetta dei mezzi finanziari disponibili in un’idea la cui attuazione e appetibilità per il mercato sono ancora incerte. Allo stesso tempo è bene sapere che la divulgazione al pubblico dell’invenzione da brevettare ne preclude radicalmente la brevettabilità. In altre parole, la presentazione a fiere, eventi o la sottoposizione a test di gradimento della soluzione inventiva la renderebbe non più brevettabile per il venir meno del principale requisito della novità.

Startup Legal. Sembrano due esigenze irrimediabilmente in contrasto tra loro.

Le soluzioni per comporre il contrasto ci sono ed attengono alla attuazione di una strategia in grado di mediare tra le due opposte esigenze, quella di non impiegare ingenti risorse in una fase prematura del progetto imprenditoriale e quella di non compromettere la brevettabilità dell’invenzione che ne è alla base.

La pianificazione della strategia in materia di PI prevede quindi una attenta analisi del timing necessario per lo sviluppo e la validazione del prodotto o servizio, l’uso di contratti e clausole con i partner ed eventuali dipendenti per garantire la riservatezza e la titolarità dell’invenzione in capo alla società; ed ancora, la possibilità di ricorrere a soluzioni che consentano di godere di un ombrello protettivo ma al contempo ritardino gli esborsi economici più consistenti e, da ultimo, tenere in considerazione che l’attrattività della startup per gli investitori e dunque la possibilità di accedere ai finanziamenti è tanto maggiore quanto maggiori saranno gli asset immateriali protetti. Insomma, si tratta di creare un equilibrio in grado di preservare ogni aspetto coinvolto ed anticipare o ritardare in modo ragionato talune attività, valutandone la durata rispetto ad altre.

Startup Legal. Per i marchi vale lo stesso principio?

Trattandosi di attività meno dispendiosa rispetto a quella brevettuale e tenuto conto che una volta creata una brand identity diventa impossibile correggere il tiro se non ricominciando da zero, il consiglio è quello di occuparsi del nome, del logo, del dominio aziendali ancora nella fase iniziale del progetto imprenditoriale. La ricerca di similitudini o omonimie in grado di generare confusione tra i consumatori o, peggio, fondare accuse di contraffazione da parte di altri competitors già presenti sul mercato, è la prima cosa da fare per non vanificare buona parte del lavoro o compromettere il progetto di impresa.

Startup Legal. Un ultimo consiglio?

Potrà sembrare ripetitivo come consiglio, ma rappresenta la chiusura del cerchio rispetto a quanto abbiamo già suggerito aprendo questa rubrica dedicata alla allo Startup Legal: evitare per quanto possibile il Do It Yourself. Come per il turista fai da te della famosa pubblicità di un noto tour operator, anche l’imprenditore deve evitare di cimentarsi in attività che, per la loro complessità, richiedono competenze e conoscenze specifiche. Affidarsi ad un team di esperti rappresenta senz’altro una scelta coerente con una visione lungimirante e prospettica del progetto imprenditoriale.

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