Le modalità e metodologie adottabili per valutare una startup sono molteplici e differenti, e, navigando in rete,  dopo un paio di click, è probabile che si venga assorbiti in una sensazione di smarrimento con incertezze maggiori a quelle che hanno preceduto la consultazione. I dubbi e le perplessità si possono fondamentalmente concretizzare in una unica domanda:  “Ma esiste veramente un metodo per ottenere una valutazione pre-money oggettiva?

Ci limitiamo a lasciare il dubbio li dov’è cercando di contribuire all’aromento, sperando di non creare ulteriore confusione.

Partiamo dal concetto di valutazione pre-money

Si chiama valutazione pre-money perchè offerta  prima di un aumento di capitale, ovvero prima che una startup effettivamente raccolga i capitali richiesti. Quindi si utilizza la valutazione pre-money come punto di partenza  per conoscere, una volta raccolti gli investimenti attraverso l’aumento di capitale,  la nostra quota societaria (appunto chiamata post-money).

Il calcolo è (apparentemente) semplice, indichiamo con  Q la quota post money, con  I l’importo dell’investimento, con  V1 la valutazione premoney e con  V2 la valutazione post money.

Q = I/V2, dove V2=I+V1

esempio
Valutazione pre-money (V1)= 1.000.000 €
Importo dell’investimento (I)= 100.000 €

La valutazione post-money risulta (V2)= 1.100.000 €
La quota post-money risulta (Q)= 9,09%

Quanto è importante la valutazione pre-money ai fini del fundraising

La valutazione pre-money di una startup è certamente un elemento fondamentale nella decisione di un investimento in startup.

Una valutazione coerente è a  beneficio di entrambe le parti, startup ed investitori, in quanto permette di   costruire le basi per una solida equity story della società.

Al contrario una valutazione non coerente, sia troppo alta che troppo bassa, complica di molto la gestione della la compagine societaria e può essere controproducente per entrambi le parti.

Partendo da una valutazione troppo bassa si corre il rischio che, in futuri aumenti di capitale necessari a finanziare la crescita, i fondatori della startup si trovino ad essere troppo diluiti (ovvero abbiano poche quote) e perdano interesse nel continuare l’attività imprenditoriale.

Fissando invece una valutazione troppo alta spesso le startup non sono in grado di raccogliere ulteriori capitali dainvestitori qualificati  perchè considerate fuori mercato.

Quali sono le metriche e come si valutano?

Fondamentalmente gli investitoriprofessionali in particolare i VC, tendono ad utilizzare metodi ed  algoritmi matematico/finaziari,  ciò per giungere ad una valutazione basata su criteri oggetti, ma con il difetto di base che le basi di calcolo, soprattutto in fase di  seed e preseed  sono basate esclusivamente su  ipotesi fiduciarie  piuttosto che su dati oggettivi di bilancio. Di conseguenza applicando il  metodo della comparazione (per settore, mercato,…) con altre società (startup, quotate e non quotate) utilizzano strumenti classici e collaudati come il  Discounted CashFlow, il Venture Capital Method, il Calcolo dei Multipli, ecc. o una combinazione di questi metodi con ponderazioni e pesi relativi.

Un metodo si scoring non finanziario

Un metodo  meno scientifico e più soggettivo che si potrebbe utilizzare soprattutto in fase di seed e preseed, potrebbe valutare esclusivamente elementi del modello di business e proiezioni del business plan.

Il metodo propone di assegnare punteggi e/o valori che sommandosi determineranno un potenziale valore di premoney da considerare quale base per le future trattative. Eccone un esempio per una startup digitale 

Sezione a –Valutazione del Team
Team con un solo fondatore e alla prima esperienza (1)
Team ben assortito (tech+webdesign+prodotto/marketing) senza precedenti esperienze imprenditoriali (2)
Team ben assortito con buone esperienze precedenti (4)
Team di veterani del digitale con aziende e exit di successo alle spalle  (7)
Top team, precedente IPO piuttosto che trade sale da 50+ milioni di Euro (10)

Sezione b – Prodotto
Solo un’idea (1)
Un’idea ben argomentata e con interviste sul campo che ne validano i principi (2)
Prototipo ben sviluppato in beta e visibile online (3)
Beta online da qualche mese e primi cicli di iterazione già compiuti (4)
Prodotto stabile e ben sviluppato (5)

Sezione c – Trazione
Nessuna (0)
Alpha privata con waiting list corposa e primi commenti positivi al servizio (2)
Beta pubblica con crescita stabile e costante (3)
Beta pubblica con crescita verticale (5)
Crescita esponenziale (8)

Sezione d – Revenue & Economics
nessun ricavo (0)
primi ricavi senza particolare crescita (1)
ricavi all’inizio ma con crescita sensibile mese/mese (3)
ricavi stabili e in forte crescita (4)
ricavi in crescita esponenziale (6)

Sezione e – Dimensione del mercato potenziale
Solo mercato italiano in una nicchia. Total addressable market < 50 milioni di Euro (0) Mercato internazionale in una nicchia. TAM > 250 milioni di Euro (1)
Solo mercato italiano. TAM > 250 milioni di Euro (2)
Mercato internazionale. TAM = 1 miliardo di Euro (4)
Mercato internazionale. TAM > 1 miliardo di Euro (6)

Tabella di scoring finale sulle valorizzazioni pre money:
tra 1 e 4 punti – 0 valore
tra 4 e 6 punti – tra 100k e 300k Euro
tra 7 e 11 punti – tra 400k Euro e 800k Euro
tra 12 e 15 punti – tra 1 e 3 milioni di Euro
tra 16 e 18 punti – tra 3 e 5 milioni di Euro
19-20 punti – tra 6 e 10 milioni di Euro

E’ naturale che il metodo può essere evoluto assegnando pesi maggiori alle sezioni che possono maggiormente incidere sulla valutazione, attribuendo maggiore oggettività al metodo.

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Nicola Vernaglione