Cooperative e bilancio sociale. Una nota del ministero chiarisce l’inquadramento delle cooperative sociali e l’insorgere dell’obbligo del bilancio sociale.

(dal network)

Il ministero del Lavoro, con nota n. 2491 del 22 febbraio 2018, fornisce chiarimenti in materia di cooperative sociali, a seguito dell’operatività dei decreti legislativi n. 112 e n. 117 del 2017, riportanti la revisione della disciplina in materia di impresa sociale ed il Codice del Terzo settore.

Redazione del bilancio sociale

Si ricorda che, ai sensi  dell’articolo 1, comma 4 del d.lgs. n. 112/2017, le cooperative sociali di cui alla legge 381/1991 acquisiscono di diritto qualifica di imprese sociali; ciò implica che non è necessario verificare la sussistenza dei requisiti essenziali per la qualifica, come invece avviene per tutte le altre imprese sociali, a patto che le cooperative sociali rispettino la normativa specifica loro applicabile.

Però l’obbligo di  redazione e pubblicazione del bilancio sociale non è un elemento qualificatorio della cooperativa sociale quale impresa sociale, ma è un effetto giuridico di tale qualificazione.

Quindi, così come per tutte le imprese sociali, anche sulle cooperative sociali ricade l’obbligo di redazione, deposito e pubblicazione del bilancio sociale, ex articolo 9, comma 2, d.lgs. n. 112/2017.

Ciò anche in virtù dei principi che connotano la  riforma del Terzo settore, per i quali è essenziale seguire i canoni della trasparenza e della rendicontazione, a tutela dell’affidamento della generalità dei cittadini.

Bilancio sociale

 l bilancio sociale è un strumento annuale di rendicontazione, di gestione e di controllo, necessario alle aziende che scelgono un approccio socialmente responsabile. Attraverso questo documento l’azienda, oltre a esplicitare la sua identità, i suoi valori, la sua mission e la strategia sociale attuata, comunica ai propri stakeholder gli effetti posti in essere dalla propria attività rafforzando l’immagine dell’azienda.

É un documento pubblico e autonomo che completa e arricchisce di informazioni qualitative il classico bilancio di esercizio, e si configura quindi come uno strumento di comunicazione interna ed esterna. Risponde all’esigenza di combinare indicatori qualitativi e quantitativi relativi alla gestione aziendale, in modo da poter offrire agli stakeholder una rendicontazione più esaustiva dell’attività aziendale.

Bilancio di sostenibilità

Il bilancio di sostenibilità, anch’esso documento annuale di rendicontazione, gestione e controllo, è focalizzato sulle modalità di assunzione, da parte dell’azienda, di responsabilità economiche, sociali e ambientali, comunicando e valorizzando gli impatti economici, sociali e ambientali da essa generati nel territorio in cui opera, con lo scopo di rendere trasparente e visibile la sostenibilità delle sue attività.

Sebbene le informazioni fornite da questo report siano arricchite da indicatori economici e finanziari, l’informazione prodotta non fornisce comunque un quadro esaustivo e, per avere una chiara visone d’insieme, è fondamentale che questo venga letto assieme agli altri documenti di contabilità; infatti, l’attenzione di questo documento è essenzialmente posta sulle tematiche sociali e ambientali e sulle modalità attraverso cui l’azienda valorizza il capitale umano, sociale e ambientale, non consentendo di avere un’informazione completa della lato economico.

Il bilancio sociale e quello di sostenibilità, pur evidenziando bene l’impatto che l’operato aziendale ha sul contesto socio-ambientale di riferimento, in quanto carenti di informazioni economiche risultano essere residuali rispetto alla rendicontazione economico-finanziaria.

La necessità di semplicità e trasparenza nella rendicontazione aziendale da un lato, e il bisogno di un’informazione completa ed esaustiva dall’altro, ha portato alla nascita di un altro tipo di documento: il bilancio integrato.

Bilancio integrato

Il bilancio integrato è uno strumento unico di rendicontazione attraverso il quale l’azienda comunica in maniera chiara e comprensibile a tutti i suoi stakeholder, dati finanziari, economici, sociali, ambientali, di governance e di strategia, unendo in un unico documento di sintesi il bilancio di esercizio e quello di sostenibilità ed esplicitando, in maniera trasparente, tutti gli indicatori di performance. Questo tipo di bilancio è multidimensionale e permette una visione completa dell’azienda sottolineando la stretta interdipendenza tra la componente economico-finanziaria e quella socio-ambientale che, insieme, influiscono sulla creazione di valore nel breve e nel lungo periodo. La multidimensionalità è un punto di forza essenziale di questa metodologia di rendicontazione perché, oltre a consentire il superamento della duplicazione informativa, permettendo quindi la produzione di una comunicazione interna ed esterna più efficace e diretta, evidenzia il connubio imprescindibile tra performance economica e strategia aziendale orientata alla sostenibilità.

A differenza delbilancio sociale e di quello di sostenibilità, il bilancio integrato pone l’accento sulla dimostrazione di capacità dell’impresa di generare valore coniugando capitali tangibili e capitali intangibili. Proprio nell’attenzione posta nella definizione e nella rendicontazione del rendimento dei capitali intangibili risiede il suo maggior punto di forza e di distinzione dalle altre tipologie di rendicontazione.

Il bilancio integrato, oltre a essere un efficace strumento di reportistica, può essere considerato anche uno strumento di gestione aziendale che, coniugando istanze di diversa natura, contribuisce a creare valore per l’azienda e per i suoi stakeholder. Nonostante non ci siano linee guida per la sua redazione, affinché questo tipo di rendicontazione risulti efficace, è necessario che il documento sia trasparente e che riferisca comportamenti e processi attuati dall’azienda, in modo tale da garantire agli stakeholder la possibilità di verifica e di comparazione; questo deve, inoltre, esprimere in maniera chiara le modalità attraverso cui le informazioni in esso contenute orientano e orienteranno il processo decisionale dell’azienda.

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Nicola Vernaglione