Le dimensioni di innovazione in una startup. Analizziamo le varie sfaccettature di un concetto che spesso risulta astratto sin dalla sua necessaria definizione in fase di costituzione di una startup innovativa.

Partiamo da unconcetto base: una startup (innovativa) nasce e si sviluppa sulla base del paradigma di un problema irrisolto o scarsamente risolto, e della o delle soluzioni applicabili; che tale soluzione al problema rappresenti realmente un potenziale di mercato; che i prodotti o servizi applicabili siano effettivamente realizzabili.

I prodotti e servizi divengono quindi le soluzioni innovative che si riferiscono ad un mercato preesistente e/o ad uno potenziale che potrebbe aprirsi grazie alla proposta innovativa della start-up.

Ma la codifica del tipo o  di intensità di innovazione crea non pochi problemi, almeno quando il concetto di innovazione non sia immediatamente ricollegabile ad un invenzione, un brevetto, l’utilizzo di tecnologie. A questo proposito può venirci in aiuto la tassonomia di di Freeman e Perez che ci permette di descrivere l’impatto delle diverse innovazioni nel mercato. Essa ci da quattro possibilità rispetto al grado e l’intensità dell’innovazione introdotta crescenti nell’impatto sul sistema

  • Le Innovazioni incrementali, si caratterizzano nelle attività industriali o di servizio, sia a livello di prodotto/servizio che di processo o modalità di produzione/erogazione. Gli elementi di push su questo tipo di innovazione sono costituiti da una combinazione di fattori socioculturali, opportunità e traiettorie tecnologiche e pressione della domanda. Questo tipo di innovazione si sviluppa a partire da un approccio learning by doing o learning by using, cioè non attraverso un preciso e programmato percorso di ricerca, ma attraverso un insieme di variazioni e miglioramenti minimi frutto del fare di coloro che sono impegnati direttamente nel processo produttivo o di erogazione o di un feedback che si sviluppa tra il produttore/erogatore e colui che usa il prodotto o il servizio. In genere questo tipo di innovazione si concretizza in un “nuovo o innovativo modo di fare le cose anche grazie all’utilizzo e/o alla combinazione delle tecnologie disponibili”
  • Le Innovazioni radicali, sono processi di cambiamento tecnologico definiti puntuali e discontinui che solitamente sono frutto di un processo deliberato di ricerca e sviluppo da parte imprese, istituzioni, centri di ricerca. Di solito non presentano aspetti di continuità con il processo innovativo di tipo incrementale e rappresentano il frutto di una combinazione di fattori di prodotto, di processo e anche di tipo organizzativo.
  • I Nuovi sistemi tecnologici, consistono in cambiamenti a lunga portata del sistema tecnologico ed economico, dando origine, a volte, a interi nuovi settori di sviluppo. Sono frutto di una combinazione di fattori (economici, tecnologici, sociali, istituzionali, culturali) che portano a cambiamenti che si diffondono su larga scala coinvolgendo una serie di attori (imprese, attori, istituzioni). Fondamentalmente per nuovi sistemi tecnologici si intende un insieme di innovazioni incrementali e di innovazioni radicali che influenzano un intero settore dell’economia (IC, digitale, etc).
  • I Nuovi paradigmi tecnologici, ci ritroviamo in questa fattispecie quando importanti cambiamenti, come quelli descritti prima, si succedono in svariati sistemi tecnici collegandosi e sfruttando un effetto sinergico, essi possono creare anche una cosiddetta  rivoluzione tecnologica.

Esistono poi le innovazioni basate sui  nuovi paradigmi socio-economici. Questi si possono considerareinsiemi di nuovi sistemi tecnologici che estendono la loro influenza a tutto il sistema economico (ma è una equazione bivalente, ovvero vale anche in senso opposto)  e che hanno forti ripercussioni anche sulla sfera sociale e istituzionale. Il passaggio da un paradigma tecnologico al successivo, ovvero da un paradigma socio economico ad uno tecnologico genera modifiche, e quindi innovazione a livello di:

  • Impresa: nuovo modo di organizzazione della struttura dell’impresa (innovazione organizzativa) .
  • Lavoro: nuovo modo di organizzazione del lavoro
  • Prodotti e servizi : nuovi prodotti e servizi
  • Mercati: creazione di nuovi segmenti di mercato in relazione a nuovi prodotti e servizi
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Nicola Vernaglione