Società Benefit. Tutto quello che devi sapere. Focus #1

Costituzione startup

Di cosa si parla

Società Benefit. Oggi, con questo primo articolo vogliamo inaugurare una serie di contributi che ci avvicineranno al Mese dell’Educazione Finanziaria 2021, nel quale Creazioneimpresa intende fare la propria parte con l’evento Innovazione e sostenibilità: essere Società Benefit.

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Società Benefit. Un primato italiano

Se si eccettuano alcune esperienze di Stati Federali Statunitensi, l’Italia è stato infatti il primo Paese al mondo ad aver regolato in modo organico un modo di fare impresa che coniuga profitto per i soci e creazione di valore per i terzi, integrando il beneficio collettivo (ambientale, sociale ecc…) nella propria catena del valore, il che ci dà la rilevante opportunità di divenire esempio virtuoso a livello mondiale e offre al nostro sistema produttivo l’occasione di cogliere un vantaggio competitivo economico e finanziario.

Società Benefit. Nel DNA dell’Europa

I precetti della sostenibilità sono presenti nella Costituzione dell’Unione Europea (che, lo ricordiamo, risale al 2004), la quale pone tra i propri obiettivi “il benessere dei suoi popoli” (articolo 3, comma 1), che sarà perseguibile solo se “l’Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata, un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. L’Unione promuove il progresso scientifico e tecnico. Combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti dei minori. Promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri. Rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila alla salvaguardia e allo sviluppo del patrimonio culturale europeo» (articolo 3, comma 3).”

Lo sviluppo sostenibile è considerato, inoltre, un valore da promuovere anche nelle relazioni con il resto del mondo: “Nelle relazioni con il resto del mondo l’Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all’eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti dei minori, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite.” (articolo 3, comma 4).

Società Benefit. La normativa italiana

La normativa italiana è contenuta nella Legge 28 dicembre 2015, n° 208 (Legge di Stabilità 2016), ed in particolare nei commi da 376 a 384 dell’articolo 1. 

Nella relazione al Disegno di Legge si legge che, qualora venisse approvata, essa potrebbe rappresentare il primo provvedimento nell’ambito dell’Unione europea a disciplinare tale tipologia di società e fare dell’Italia il Paese capofila nella diffusione di società con scopo di beneficio comune.

La Legge 28 dicembre 2015, n° 208 da attuazione a questi precetti; nella Relazione al Disegno di Legge si legge che “La presente legge si propone di promuovere la costituzione e favorire la diffusione nel nostro ordinamento di società a duplice finalità, ossia di società che nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed ogni altro portatore di interesse.”

Tali finalità sono conseguite superando l’approccio «classico» del fare impresa”, in quanto “le società con finalità di beneficio comune introducono un salto di qualità nel modo di intendere l’impresa, tale da poter parlare di vero e proprio cambio di paradigma economico ed imprenditoriale.”

La necessità delle modifiche normative di cui si proponeva l’introduzione discendono dal fatto che nelle società di tipo “ordinario” lo scopo sociale è unicamente teso al perseguimento della massimizzazione del profitto per i soci, impegnando la governance unicamente in questa direzione; conseguentemente, lo scopo sociale “potrebbe risultare allo stato attuale incompatibile e incorrere in difficoltà nel caso di registrazione presso le camere di commercio.” Con la società benefit, si introduce al contrario l’obbligo per l’organo amministrativo di orientare l’attività delle aziende nella duplice direzione profitto/sostenibilità: Gli amministratori di una società che persegue anche lo scopo del beneficio comune gestiscono l’azienda con lo stesso impegno e la stessa autorità di un’azienda tradizionale ma, mentre in un’azienda tradizionale i soci valutano esclusivamente le performance economico-finanziarie, qui valutano anche le performance qualitative e il raggiungimento degli obiettivi di beneficio comune dichiarati.” “In una «società benefit» sono i soci stessi a determinare se la società ha raggiunto un impatto positivo e significativo su altri soggetti. L’impegno addizionale di responsabilità assunto comporta che gli amministratori e i dirigenti prendano in considerazione l’impatto delle loro decisioni nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse, oltre che sul valore per gli azionisti e agiscano con una maggiore trasparenza verso i soggetti terzi.”

Società Benefit. Nel  PNNR

Il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (meglio noto come Recovery Act o PNRR) darà nei prossimi mesi ed anni ulteriore impulso alla sostenibilità di impresa in genere ed alla società benefit in particolare. Il Piano è infatti intriso di concetti inerenti la sostenibilità, l’economia circolare, l’inclusione sociale ecc

Il documento inizia infatti così: “La pandemia di Covid-19 è sopraggiunta in un momento storico in cui era già evidente e condivisa la necessità di adattare l’attuale modello economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale. Nel dicembre 2019, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato lo European Green Deal che intende rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.”

L’European Green Dealsfocia poi nel programma Next Generation EU (NGEU), che canalizza risorse notevoli risorse verso Paesi quali l’Italia che, pur caratterizzati da livelli di reddito pro capite in linea con la media UE, hanno recentemente sofferto di bassa crescita economica ed elevata disoccupazione.

Queste risorse potranno essere utilizzate dagli Stati Membri solo dotandosi di programmi in linea con gli indirizzi imposti dal NGEU, che intende “promuovere una robusta ripresa dell’economia europea all’insegna della transizione ecologica, della digitalizzazione, della competitività, della formazione e dell’inclusione sociale, territoriale e di genere. Il Regolamento RRF enuncia le sei grandi aree di intervento (pilastri) sui quali i PNRR si dovranno focalizzare:

  • Transizione verde
  • Trasformazione digitale
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
  • Coesione sociale e territoriale
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani

Per questo motivo il PNRR italiano si articola in 6 missioni, tutte con riferimenti all’innovazione ed alla sostenibilità ambientale e/o sociale già nel titolo:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Infrastrutture e mobilità sostenibile
  • Istruzione e ricerca
  • Inclusione e coesione
  • Salute
Società Benefit. Un’occasione da non perdere

E’ una occasione da non perdere, non solo per la nostra Nazione; il nostro auspicio è che la pandemia da Covid-19, che tanta sofferenza e dolore ha portato nel Mondo intero, possa rappresentare la spinta necessaria per una definitiva transizione dall’economia del profitto all’economia dello sviluppo sostenibile; la società benefit potrà essere uno dei principali strumenti di questo cambiamento.

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