Categoria: comesifa

La proroga a 72 mesi per le startup costituite nel 2020

Con la Circolare del 30 luglio 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) interviene per chiarire l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di start-up innovative, introdotte dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 (legge n. 193/2024). Il documento fornisce istruzioni operative agli uffici delle Camere di Commercio circa l’iscrizione, la permanenza e la cancellazione delle imprese nella sezione speciale del Registro delle Imprese (RI) riservata alle startup innovative.

Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda la scadenza definitiva della deroga concessa durante la pandemia da Covid-19 per la permanenza nel Registro oltre il limite ordinario di 60 mesi, fissato dall’art. 25 del D.L. 179/2012.

Aggiornamenti Startup Act. Aggiornati il “DIRE” e la modulistica

Così come previsto a inizio anno cominciano a fioccare le novità attuative conseguenti al “nuovo startup act”, e così a distanza di una sola settimana eccoci con il nostro secondo aggiornamento. Questa volta riguarda un adempimento di estrema importanza: “la dichiarazione dei possesso dei requisiti” che precede la nuova guida per startup e PMI innovative in corso di ultimi aggiornamenti

Aggiornamenti Startup Act. La nuova modulistica

Così come previsto a inizio anno cominciano a fioccare le novità attuative conseguenti al “nuovo startup act”, e così a distanza di una sola settimana eccoci con il nostro secondo aggiornamento. Questa volta riguarda un adempimento di estrema importanza: “la dichiarazione dei possesso dei requisiti” che precede la nuova guida per startup e PMI innovative in corso di ultimi aggiornamenti

Aggiornamenti Startup Act. Detrazioni e credito d’imposta

Nel nostro primo speciale di gennaio e ancora prima nel Caffè delle Feste che ci ha accompagnato durante le pausa natalizia, abbiamo analizzato con vari contributi la riforma dello startup act operata prima dalla Legge 162/2024 (cd Legge Centemero) e poi dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza (Legge 193/2024).
Ci siamo salutati con la promessa di darvi conto dei successivi chiarimenti forniti da Ministeri o dall’Agenzia delle Entrate sia interpretativi, sia dal taglio più operativo e pratico. Iniziamo oggi a mantenere questa promessa con il primo articolo dello speciale “Startup act – Breaking news”..

Il business plan per ottenere fondi. Il webinar

🚀 Come deve essere il business plan per raccogliere fondi? 🔎📑
📣 Eccoci con il secondo Webinar ABC dell’anno che conclude il lungo speciale dedicato al “business plan per raccogliere fondi”!
Come sempre, restiamo fedeli alla nostra mission di diffondere conoscenza e supportare l’ecosistema delle imprese innovative. E lo facciamo riassumendo i temi trattati nel nostro lungo speciale “Il business plan per raccogliere fondi” ma soprattutto rispondendo in diretta alle vostre domande che si aggiungeranno a quelle poste dai noi nel corso dei singoli approfondimenti come ad esempio
📌 Quando è il momento giusto per elaborare un business plan vero e completo?
⏳Come si connette il business plan al business model?
✔️ Quanto sono importanti le assumption qualitative?
📌 Cost based o value based?

Il business plan per ottenere fondi. La Sostenibilità del piano

Il concetto di sostenibilità di ogni business e quindi di qualsiasi attività imprenditoriale passa naturalmente e obbligatoriamente dalla capacità della attività di generare flussi finanziari in grado di:
1.Sostenere l’intero flusso del modello di business.
2.Mantenere costantemente un benchmark positivo.
3.Remunerare il lavoro degli imprenditori.
4.Remunerare il capitale investito.
Break-even: o punto d pareggio, concetto al quale si da sempre una connotazione prettamente economica ovvero pareggio tra costi e ricavi, ma è molto più importante se non vitale la sua connotazione finanziaria, ovvero capacità dell’impresa di mantenere una costanza di pareggio e surplus di entrate rispetto alle uscite. La maggior parte delle imprese non chiude per mancanza di ricavi ma per disequilibrio finanziario.

Il business plan per ottenere fondi. I costi di struttura

Nella settima tappa del nostro approfondimento sullo sviluppo del Business Model Plan®, affrontiamo una delle componenti più tecniche e decisive del piano: la pianificazione operativa, concentrandoci in particolare sulla definizione degli investimenti in marketing, sull’identificazione dei costi diretti di prodotto/servizio, sul calcolo del costo del venduto e sull’analisi del margine di contribuzione

Il business plan per ottenere fondi. I costi funzionali

Nella settima tappa del nostro approfondimento sullo sviluppo del Business Model Plan®, affrontiamo una delle componenti più tecniche e decisive del piano: la pianificazione operativa, concentrandoci in particolare sulla definizione degli investimenti in marketing, sull’identificazione dei costi diretti di prodotto/servizio, sul calcolo del costo del venduto e sull’analisi del margine di contribuzione

Il business plan per ottenere fondi. Definire prezzi e ricavi previsionali

Continuiamo il nostro sviluppo operativo del business plan ed in particolare completiamo la definizione del Revenue Model e delle previsioni innestando la seconda variabile della funzione dei Ricavi: I prezzi. La definizione del prezzo dei nostri prodotti e servizi è una attività di natura strategica e operativa che quindi necessità di adeguati ragionamenti e approfondimenti.

Il business plan per ottenere fondi. USP e Revenue Model

Siamo nella fase operativa: il passaggio dal canvas alla pianificazione tecnica operativa, ovvero il processo che consiste nella redazione del cosiddetto PEF (Piano Economico e Finanziario). Ma in realtà, secondo il nostro modello Business Model Plan®, molto di più. Nell’approfondimento di oggi illustriamo lo step più importante e determinante: quello della definizione della USP e del revenue model

I progettesti e docenti del Master IPSOA “Startup Specialist”

BasicPlan. Il business plan per la banca

Scopri i nostri ultimi articoli

Il business plan che funziona. Dalla USP al Revenue Model

Fare la promessa significa definire la Unique Value Proposition (UVP — il perché del cliente), la Unique Selling Proposition (USP — i prodotti e servizi concreti che attuano la UVP) e il segmento target. Una promessa efficace è chiara (10 secondi per capirla), rilevante (risponde a un bisogno prioritario) e distintiva (non replicabile immediatamente).
Le proxy di questo cluster quantificano la dimensione e la qualità della domanda:
AM / SAM / SOM — mercato totale, raggiungibile, obiettivo: non stime generiche ma calcoli bottom-up fondati su dati di segmento. Benchmark: SOM = 1–5% del SAM a YR3.
Willingness to Pay (WTP) — la disponibilità media del segmento a pagare per la soluzione; definisce il ceiling del pricing e la profondità del mercato.
–Frequenza di acquisto (fr) — quante volte l’anno un cliente tipo acquista o rinnova; driver diretto del revenue model.

Il business plan che funziona. Il sistema delle promesse: farle, consentirle, mantenerle

Fare la promessa significa definire la Unique Value Proposition (UVP — il perché del cliente), la Unique Selling Proposition (USP — i prodotti e servizi concreti che attuano la UVP) e il segmento target. Una promessa efficace è chiara (10 secondi per capirla), rilevante (risponde a un bisogno prioritario) e distintiva (non replicabile immediatamente).
Le proxy di questo cluster quantificano la dimensione e la qualità della domanda:
AM / SAM / SOM — mercato totale, raggiungibile, obiettivo: non stime generiche ma calcoli bottom-up fondati su dati di segmento. Benchmark: SOM = 1–5% del SAM a YR3.
Willingness to Pay (WTP) — la disponibilità media del segmento a pagare per la soluzione; definisce il ceiling del pricing e la profondità del mercato.
–Frequenza di acquisto (fr) — quante volte l’anno un cliente tipo acquista o rinnova; driver diretto del revenue model.

Il business plan che funziona. Una metodologia che integra business plan e proxy numeriche

Una proxy numerica è un indicatore-ponte: un KPI che collega in modo rigoroso e trasparente una scelta qualitativa del business model a un’ipotesi finanziaria quantitativa.
Non è un concetto nuovo nella finanza d’impresa — è la logica che usano i CFO delle scale-up e gli analisti dei fondi di private equity. La novità è applicarla sistematicamente ai business plan di startup e PMI in fase early-stage, dove le proxy vengono quasi sempre ignorate perché “non abbiamo ancora i dati”.
⚠️ Questo è l’errore concettuale più costoso: le proxy non richiedono dati storici. Richiedono ragionamento logico e benchmark di settore. Un investitore non si aspetta che una startup abbia già misurato il proprio CAC dopo sei mesi. Si aspetta che il founder abbia un’ipotesi ragionata su quanto costerà acquisire un cliente, da dove viene quell’ipotesi e come cambierebbe il piano se il CAC fosse il doppio.

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