Abbiamo iniziato con cambiare il modo di pensare e in seguito ci siamo posti degli obiettivi, individuati i cavalli perdenti e rimossi e pianificato la via per raggiungere i nostri obiettivi e infine a pensare in modalita “oceano blu”
Valutare una startup, soprattutto nella sua fase iniziale, è particolarmente complesso anche perché ognuna è una storia a se, ideata, promossa e sviluppata da persone che hanno storie personali, culture di appartenenza, competenze professionali, sensibilità ancestrali, differenti.
TEAM, TEAM, TEAM (tratto dal libro startupper 10 e lode)
Se fosse possibile dare un identico progetto imprenditoriale a persone diverse, i risultati sarebbero certamente differenti, probabilmente contrastanti. Sono le attitudini, le competenze, la passione dei promotori che fanno la differenza, che riescono a trasformare un progetto mediocre in uno vincente, che sanno vedere ed anticipare i problemi più importanti, che intervengono continuamente per correggere piani che, sulla carta, sembravano perfetti.
Team, team, team, ecco quello che rispondo quando mi chiedono cosa deve avere una buona start up per avere maggiori possibilità di successo. Un gruppo di persone coeso, con competenze diversificate, un commitment chiaro e determinato e la voglia di vivere un’avventura imprenditoriale, un’impresa appunto.
Ricordiamo la lezione base: un’ottima idea con un pessimo team sarà un sicuro fallimento, un’idea buona con un buon team potrebbe anche diventare un buon business, un idea mediocre con un team eccellente, sarà sicuramente una buona impresa, perché saranno in grado di migliorarla, di anticipare gli errori e perfezionarla strada facendo.
Troppo spesso si antepone la convinzione di avere “l’idea della vita”, alla consapevolezza che poi realizzarla, passare da idea a materia fisica, è tutt’altra cosa. L’importanza della persona è centrale. Sono le persone che fanno il progetto e quindi l’impresa.