Startup Benefit. Innovazione tecnologica e sociale

Startup Benefit. Con il secondo articolo dello speciale dedicato alle Società Benefit ed alla relazione d’impatto, Ezio Este entra nel merito della vera essenza della Startup Benefit, illustrandoci con grande chiarezza, da una parte l’evoluzione del concetto di innovazione, dall’altra la sua ibridazione in termini di sostenibilità e responsabilità sociale. Una evoluzione che richiede anche un nuovo approccio, ovvero un nuovo mindset già nella concezione dei “nuovi” modelli di business che dovranno tener conto (e dovranno integrare) anche degli impatti generati.

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Startup Benefit. Innovazione tecnologica e sociale

Si sa, nel DNA di ogni startup c’è l’innovazione. Il legislatore, nello scrivere la norma istitutiva delle startup, il DL 179/2012, si è concentrato giustamente sull’innovazione tecnologica perché è il motore delle innovazioni. Ha voluto poi definire uno strumento più specifico votato all’innovazione sociale: le SIAVS (le startup innovative a vocazione sociale). Lo strumento non ha raccolto grandi riscontri soprattutto, riteniamo, per la rigidità strutturale che lo connota (indicazione già in sede di costituzione del documento di impatto sociale e adozione di un modello di valutazione particolarmente complesso come lo SROI). Ma anche perché la norma richiede che la startup operi in uno dei settori espressamente tipici delle imprese sociali (assistenza sociale, istruzione, tutela dell’ambiente ecc.) Per chi volesse approfondire ne abbiamo parlato qui.

Startup Benefit. L’impatto sociale dell’innovazione tecnologica

Correva l’anno 2020. In una delle lunghe sessioni di brainstorming che abbiamo fatto prima di costituire Creazioneimpresa, per progettare lo statuto e redigere il business plan abbiamo avuto un’intuizione. L’obiettivo che ci proponevamo di perseguire era quello di supportare con servizi di qualità l’ecosistema delle startup, sviluppando anche dei prodotti tecnologici che ottimizzassero i processi (dalla costituzione al business plan), nonché di creare quella consapevolezza nei founder (e quindi negli imprenditori) indispensabile per guidare un’iniziativa imprenditoriale. Quindi un’innovazione (in questo caso di processo) supportata dalla tecnologia, aveva di per sé stessa, un riverbero sui nostri stakeholder. Aveva un impatto sociale. Abbiamo quindi deciso di trasformare questa intuizione in impegno e di sigillarla anche nel nostro statuto: siamo diventati startup innovativa (per perseguire l’innovazione tecnologica) e società benefit (per perseguire l’impatto sociale, o come dice la legge il “beneficio comune”. In breve, siamo diventati startup benefit.

Startup Benefit. Da responsabilità sociale a shared value

Nel tempo, abbiamo proseguito nel solco di questo sentiero tracciato, avendo come riferimento teorico quello dello shared value di Porter che va oltre la responsabilità sociale di impresa, passando da un approccio redistributivo (guadagno e poi mi dedico agli stakeholder), a una modalità che, partendo dalla catena del valore dell’impresa (business model), consente di espandere sia il valore  economico sia il valore sociale, in quanto intimamente collegati. Questa visione è piaciuta anche alle startup e PMI innovative, nonche ai professionisti che appartengono al nostro stesso ecosistema che hanno deciso di fondarsi o trasformarsi (o supportare le imprese assistite per i professionisti) assumendo anche lo status di società benefit.

Startup Benefit. Le dimensinioni di un “fenomeno”

Ma l’idea di startup benefit sta iniziando a diffondersi e ad essere studiata anche da Università e da Enti di Ricerca.

E’ stato recentemente pubblicato da Social Innovation Monitor il report di ricerca del 2023Le startup a significativo impatto sociale e ambientale in Italia”.

Dal report emerge un fenomeno, che possiamo dire parafrasando la curva di Rogers, che attualmente è in fase di “early adopter”: nel 2023 sono iscritte al registro delle imprese 12.026 startup innovative, 178 Siavs, 2085 società benefit.

Il numero di Startup innovative con qualifica di società benefit sono 427.

Ma la cosa più interessante è il tasso di crescita registrato che è di circa il 38,2%.

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Per oggi ci fermiamo qui. Nel prossimo inserto, a cura di Ezio Este, analizzeremo i più diffusi metodi di valutazione dell’impatto delle Startup Benefit.

Ricordiamo che è possibile approfondire l’argomento con il nostro ebook dedicato 

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